Perugia, la scuola di via Birago sarà demolita e ricostruita: progetto da quasi 13 milioni

Maggiore sicurezza e convenienza economica, più efficienza e modernità e una rimodulazione degli spazi tarata sulle reali necessità attuali. Potrebbero essere riassunte così le ragioni per le quali il plesso che, a Perugia, ospita le scuole elementari Giovanni Cena e quella per l’infanzia Italo Calvino sarà demolito e ricostruito, senza procedere con l’adeguamento sismico previsto in precedenza. Un progetto importante sotto molti punti di vista, compreso quello economico dato che si parla di un investimento da 12,7 milioni di euro.
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Le novità Il cambio di strategia è contenuto in una determina del Comune di Perugia con la quale, nelle scorse ore, Palazzo dei Priori ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica che riguarda la struttura di via Birago, costruita nel biennio 1966-67. L’opera si inserisce nel quadro della ricostruzione post-sisma 2016, ed è finanziata con fondi statali per la ricostruzione post terremoto (quasi 9,1 milioni di euro), incentivi per l’efficienza energetica collegati al Conto termico (1,7 milioni) e 1,8 milioni necessari per le spese aggiuntive e l’aumento dei prezzi dei materiali. Un’operazione simile è stata portata avanti negli anni passati a pochi metri di distanza, in via Fonti Coperte, dove è stata abbattuta e ricostruita la scuola media Carducci-Purgotti, anch’essa fortemente danneggiata dal sisma.
Le analisi La decisione di abbandonare il piano di adeguamento sismico e procedere invece con la demolizione e ricostruzione integrale è maturata dopo gli studi di prefattibilità commissionati dal Comune. Le analisi tecniche degli ultimi mesi hanno messo in evidenza come il recupero dell’edificio esistente avrebbe comportato costi superiori rispetto alla realizzazione di uno nuovo, senza garantire gli stessi livelli di sicurezza, efficienza energetica e qualità degli spazi. Secondo la documentazione approvata, l’adeguamento sismico avrebbe richiesto una spesa stimata in oltre 12,8 milioni di euro, mentre il nuovo intervento avrà un costo complessivo leggermente inferiore.
La nuova scuola Il nuovo plesso sarà progettato per ospitare complessivamente 436 alunni, di cui 89 della scuola dell’infanzia e 347 della primaria. L’obiettivo è quello di realizzare una struttura più funzionale rispetto all’attuale, eliminando le interferenze tra i diversi percorsi scolastici e riorganizzando gli ambienti in base alle esigenze didattiche contemporanee. Le aule avranno dimensioni più ampie, verranno creati spazi flessibili per il sostegno e sarà costruita una nuova palestra da circa 330 metri quadrati. Nel progetto è prevista anche una revisione degli accessi e dei servizi logistici. Gli ingressi saranno rimodulati tra via Birago e via Palestrina con percorsi più sicuri e coperti, mentre al piano terra troveranno posto cucina, archivi e locali di servizio. La cucina sarà predisposta anche per servire altri plessi scolastici della zona.
Sicurezza Ovviamente uno degli aspetti centrali dell’intervento riguarda la sicurezza strutturale. Le verifiche svolte negli ultimi anni avevano evidenziato criticità importanti nell’edificio esistente, aggravate dagli effetti del terremoto del 2016. In particolare erano stati rilevati danni ai pilastri in cemento armato del piano seminterrato, problemi nelle pareti della palestra e carenze degli impianti sotto il profilo della prevenzione incendi e dell’efficienza energetica. La nuova scuola sarà costruita secondo gli standard antisismici più recenti e con caratteristiche energetiche ad alta efficienza, fino al raggiungimento della categoria degli edifici a consumo quasi zero. Il progetto prevede anche l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di climatizzazione di nuova generazione, con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni.
Trasferimenti e iter L’intervento comporterà inevitabilmente la delocalizzazione temporanea degli studenti durante le fasi di demolizione e ricostruzione. Un capitolo che, vista la fase in cui si trova l’iter progettuale, non è stato ancora affrontato da Palazzo dei Priori, anche perché in via Birago sono ospitati gli alunni della Lombardo Radice: fino a quando non saranno terminati i lavori qui, è assai difficile ipotizzare le tempistiche. E infatti nei documenti approvati non vengono ancora indicate le sedi provvisorie che ospiteranno le attività scolastiche, ma la scelta del trasferimento temporaneo è inevitabile. E a proposito di iter, dopo il progetto di fattibilità tecnico-economica il cronoprogramma prevede ora sessanta giorni per il progetto definitivo, seguiti dalla Conferenza dei servizi necessaria per acquisire i pareri degli enti coinvolti, e ulteriori sessanta giorni per il progetto esecutivo. A quel punto alunni e studenti avranno un quadro, anche temporale, più definito.
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