«Per chi vive di agricoltura, il maltempo significa lavoro perduto e reddito a rischio»
Il caldo ancora non ha concesso tregua e la siccità continua a tenere sotto scacco le campagne del padovano, dove in queste ore si fanno i conti anche con l’ennesimo nubifragio accompagnato da grandine e vento forte. Il 28 agosto i chicchi di ghiaccio, in alcune zone grossi anche come delle pesche, e le raffiche di vento hanno danneggiato parte dei raccolti nella bassa padovana, in particolare nel Montagnanese, ma anche in alcune zone tra i Colli Euganei e la pianura. «A risentirne maggiormente – spiega Coldiretti Padova – i vigneti sui Colli Euganei, soprattutto nell’area fra Cinto Euganeo, Lozzo Atestino e Vo’, dove è in pieno svolgimento la vendemmia, ma anche i frutteti e gli orti nella bassa padovana e nell’area di Montagnana gli uliveti e tutte le coltivazioni a pieno campo». Le raffiche di vento hanno abbattuto interi filari nei vigneti e nei frutteti della zona. In seria difficoltà anche alcune strutture, dai tetti delle abitazioni e dei magazzini, con tegole volate via, alle serre investite dal vento forte. Coldiretti Padova sta raccogliendo le prime segnalazioni da parte degli agricoltori che già in queste settimane stanno facendo i conti con gli effetti della siccità, causa di perdite di raccolto e danni per diverse decine di milioni di euro, e per il caldo che ancora non concede tregua.

«Una fotografia che conferma – ha aggiunto Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova – come l’agricoltura sia il settore economico che più di ogni altro vive quotidianamente gli effetti degli eventi climatici estremi. Nel giro di pochi chilometri si passa da campagne colpite da precipitazioni violente a terreni che continuano ad avere sete, mentre piogge concentrate e improvvise non riescono a compensare mesi di deficit idrico e possono anzi trasformarsi in un ulteriore fattore di rischio. A pagare ancora una volta il prezzo più alto sono gli agricoltori, già impegnati in una vendemmia diventata una vera lotta contro il tempo. Le variazioni climatiche stanno modificando tempi e condizioni delle campagne: raccolti anticipati, caldo prolungato, siccità, eventi estremi e ora anche il rischio di perdere in poche ore il lavoro di un’intera stagione. Per chi vive di agricoltura, il maltempo non è soltanto una giornata difficile: significa incertezza, lavoro perduto e reddito messo a rischio».
Coldiretti Padova ricorda che le aziende che hanno subito un danno superiore al 20% della produzione agricola possono verificare la possibilità di accedere agli indennizzi del Fondo AgriCat. Per i sinistri verificatisi dal primo gennaio al 30 giugno scorsi la denuncia deve essere presentata entro il 30 settembre prossimo, entro 90 giorni per gli eventi dal primo luglio in poi. Per verificare la propria posizione e procedere con la denuncia è possibile rivolgersi al CAA Coldiretti di riferimento. I Condifesa del Veneto possono supportare le aziende anche nella quantificazione del danno.
«Non lasciamo che il lavoro di una stagione vada perso due volte – ha concluso Lorin – prima il clima estremo, poi i conti da fare con i danni: agli agricoltori servono attenzione, tutela e risposte concrete. Di fronte al paradosso della troppa acqua tutta insieme e troppo poca per lunghi periodi, diventa sempre più urgente accelerare sulla gestione della risorsa idrica, aumentando la capacità di raccolta, anche nella nostra provincia, con un piano invasi con sistema di pompaggi che permetta una conservazione dell’acqua nei periodi di maggiore disponibilità per poterla utilizzare quando serve nei campi. Una priorità strategica per garantire il futuro delle produzioni agricole, degli allevamenti e dell’agroalimentare. Dall’altro lato serve il sostegno e l’attenzione delle istituzioni per proteggere con strumenti adeguati di difesa attiva e passiva un’attività ormai ad alto rischio e quotidianamente esposta alle sferzate del meteo».
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