Toscana

“Parcheggio dei bus turistici (e non) in balia del degrado”. I sindacati lanciano l’appello

Un secondo terminal destinato interamente alla sosta di bus. “Che poi, è ciò che è già questo luogo. Certo è che però, per renderlo davvero conforme alle necessità sia dei lavoratori che degli utenti, servirebbe un investimento puntuale per contrastare il crescente stato di abbandono in cui versa”.

Sono i rappresentati sindacali degli autisti aretini, Alfonso Marzi e Luca Attoniti, che a nome di Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl chiedono un intervento per la riqualificazione di quel lembo di terra che corre lungo viale dei Carabinieri e destinato ad accogliere pullman delle linee extra urbane, internazionali e turistici. “Vorremmo poter contare – specificano i rappresentanti dei lavoratori – su uno spazio meglio organizzato, più sicuro e, perché no, che possa venire incontro a delle piccole esigenze (come la disponibilità di accesso a servizi igienici) di tutti i nostri colleghi che qui stazionano per motivi lavorativi. A oggi, nonostante le varie sollecitazioni presentate, non abbiamo ottenuto risposte soddisfacenti né, tanto meno, abbiamo visto la realizzazione di alcunché. Per questo rinnoviamo l’appello alle istituzioni. La riorganizzazione di questo spazio potrebbe essere un’occasione per coniugare le istanze di una categoria di lavoratori a quelle di cittadini che chiedono interventi di rigenerazione urbana. Prevedere, ad esempio, delle telecamere di sicurezza potrebbe essere utile non solo per la sicurezza dei singoli ma anche per quella stradale visto che non sono rari i sinistri che si verificano in questo tratto”.

Area sosta bus - viale dei Carabinieri Arezzo

L’area, appartenente a Rfi (Rete ferroviaria italiana), è oggi gestita da Atam, società per azioni a totale partecipazione del Comune di Arezzo che si occupa esclusivamente della manutenzione ordinaria e amministrazione dei parcheggi urbani.

Lo spazio conta oltre 30 stalli, alcuni dei quali a pagamento (50 euro al giorno), e viene utilizzato come punto di stop sia per le linee extra urbane che per i bus turistici nonché per i mezzi che collegano rotte internazionali (Flixbus). “Ma essendo accessibile a tutti – proseguono – non è difficile trovare anche altri mezzi in sosta qui che intralciano le manovre dei bus mettendo a rischio persino l’incolumità di tutti. Per questo vorremmo che chi di dovere intervenisse con puntualità”.

Soluzioni all’orizzonte? Ufficialmente no considerato che né il proprietario né il gestore avrebbero presentato opzioni specifiche. Da precisare che nel caso di Atam non vi è neppure l’obbligo di provvedere a pianificare manutenzioni straordinarie trattandosi di uno spazio di cui neppure è proprietaria. Un coinvolgimento più diretto dell’azienda potrebbe avvenire solo nel caso in cui; ma siamo nell’ambito delle ipotesi non suffragate dalle carte; avvenisse una compravendita o cessione.

“La nostra richiesta – proseguono Attoniti e Marzi – intende sollecitare le istituzioni affinché vengano eseguiti lavori di manutenzione straordinaria che consentano una fruibilità maggiore. L’area oltre a essere delimitata da recinzione e cancello è provvista anche di un piccolo edificio che non è mai stato utilizzato in maniera regolare. Gli unici che oggi lo sfruttano sono i senzatetto che lo utilizzano come ricovero abusivo. Ovviamente, non vogliamo puntare il dito contro chi vive una condizione di fragilità ma, forse, sarebbe preferibile che essi potessero trovare aiuto altrove potendo contare su condizioni di accoglienza, oltre che igieniche, migliori. Al contrario, questo luogo potrebbe accogliere i nostri colleghi non più idonei alla guida e che qui verrebbero impiegati in altre mansioni. Un modo efficace per creare un presidio di sicurezza in un’area che, visto la forte espansione turistica di Arezzo, è di strategico interesse per la città”.

 


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