Pain Gain – Pain Gain
Chloe Kaul (Kllo) Hamish Lefevre (SWIM) e Samuel Cooke (CRUSH3d) hanno dato inizio al progetto Pain Gain tre anni fa come se fosse un vero esperimento, un viaggio oltre i confini dell’elettronica per riscoprire chitarre ed effetti, sintetizzatori modulari e un registratore analogico da trasportare nei boschi alla ricerca di pace e ispirazione.

Un modo di lavorare meno frenetico rispetto alle loro abitudini che ha dato vita a quest’album omonimo. Ritmi sognanti, armonie tenui e delicate si susseguono brano dopo brano tra decisi e leggeri crescendo come quelli di “Only Nothing” e le ammalianti armonie di “The Fame”.
Intensità dolorosa in “Turning Point” con il sintetizzatore a rendere più notturna l’atmosfera mentre canzoni come “Idol” fanno emergere tutta l’eleganza dei Pain Gain che in un brano rarefatto e prezioso come “Prizefighter” sembrano voler evocare i Cocteau Twins.
La natura ovviamente ha un ruolo importante basta ascoltare “Kennett River” per capirlo con tastiere e violoncello in primo piano o “Got In My Way” delicata e riflessiva. La voce di Chloe Kaul lega i singoli brani trovando una connessione profonda con note e strumenti in “Something In The Air”.
Introspezione gentile quella dei Pain Gain che solo nel finale con “Dead Dog Dream” tornano all’elettronica più pura e raffinata a chiudere un album che sembra voler catturare nell’ambra un momento specifico con assoluta precisione. Speriamo davvero che “Pain Gain” non resti un episodio isolato ma sia il primo di una lunga serie di dischi per un (super) gruppo che sa coinvolgere e rapire l’anima.
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