Chiusura del voltino del Campasso, i residenti chiedono correttivi su viabilità e navette:

Genova. “Chiediamo aiuto”. Lo dicono i residenti riuniti nel comitato “Noi del Campasso 2.0”, un gruppo di cittadini che torna a far accendere i riflettori sui disagi patiti dagli abitanti del quartiere tra Certosa e Sampierdarena a causa della chiusura – prevista per quattro mesi, di cui uno anche per i pedoni – del voltino di via Del Campasso. Nei giorni scorsi anche i consiglieri del Pd in municipio Centro Ovest avevano fatto presente alcune problematiche legate soprattutto alla mobilità, garantita attraverso un servizio navetta che però è considerato insufficiente. Il comitato invece parla anche di altre preoccupazioni, a partire dalla sicurezza.
“Il Campasso è oggi interessato da importanti lavori ferroviari legati al potenziamento del nodo di Genova, che hanno comportato la chiusura del sottopasso e una profonda modifica della viabilità e dei collegamenti del quartiere. La chiusura, inizialmente prevista per giugno, è stata poi spostata a settembre, proprio con la ripresa di scuola, lavoro, sport e della normale vita quotidiana”.
“Il risultato è che un quartiere abitato si trova oggi a dover convivere con un isolamento molto pesante, senza che, a nostro avviso, siano state predisposte soluzioni sufficienti per tutte le esigenze dei cittadini. Non siamo contro i lavori e comprendiamo l’importanza dell’opera. Il problema è che, mentre per organizzare il cantiere è stata messa in moto una grande macchina, non sembra essere stata messa in moto una macchina altrettanto efficace per permettere ai cittadini di continuare a vivere normalmente”.
“Nel nostro quartiere vivono ancora persone che hanno vissuto sulla propria pelle il crollo del Ponte Morandi, persone che abitavano nella zona rossa e che hanno già dovuto affrontare paura, perdita, spostamenti e anni di disagi. Eppure abbiamo la sensazione che il Campasso venga ricordato dalle istituzioni soprattutto il 14 agosto, quando il nome del quartiere torna nelle commemorazioni e nelle cerimonie legate al Ponte Morandi, per poi tornare a essere dimenticato quando si tratta di affrontare concretamente i problemi quotidiani di chi qui vive”.
“Oggi ci troviamo nuovamente a dover sopportare una situazione pesante: chiusura del sottopasso, viabilità modificata, percorsi più lunghi, maggiore consumo di carburante, costi aggiuntivi e navette che, nonostante ci fosse stato garantito un servizio più capillare, non coprono adeguatamente tutte le fasce orarie: non ci sono collegamenti dopo le 20 e prima delle 6 del mattino, nonostante moltissime persone lavorino proprio in quegli orari. A farne le spese sono soprattutto anziani, persone con disabilità, famiglie e ragazzi che non hanno ancora la patente”.
“I commercianti del quartiere stanno inoltre subendo le conseguenze economiche della situazione, perché la difficoltà nel raggiungere il Campasso significa meno clienti e meno incassi. Anche la gestione della raccolta dei rifiuti presenta criticità e, soprattutto, ai cittadini non è stata data la possibilità di individuare insieme un passaggio o una strada secondaria che potesse almeno ridurre l’isolamento del quartiere. Ci chiediamo anche perché, davanti a disagi così grandi, non sia stata prevista una vera accelerazione dei lavori, sfruttando anche il sabato e la domenica quando le condizioni lo permettono. In questi giorni di bel tempo, ad esempio, abbiamo constatato che di sabato si è lavorato circa un’ora”.
“E poi c’è la questione che ci preoccupa più di tutte: la sicurezza. Cosa succederebbe se, durante un’allerta meteo importante, anche il sottopasso di Brin diventasse impraticabile? Quale sarebbe la via alternativa? Come arriverebbero rapidamente ambulanza, Vigili del Fuoco e soccorsi? Come verrebbero raggiunti anziani e persone con disabilità? Qual è il piano di emergenza del Campasso? Sono domande che vorremmo poter porre pubblicamente a chi ha la responsabilità di garantire la sicurezza del territorio. Non chiediamo privilegi e non chiediamo di fermare i lavori. Chiediamo di essere considerati. Chiediamo che, mentre si realizza un’opera importante, venga messa in campo una macchina altrettanto efficace per proteggere e accompagnare i cittadini durante i lavori”.
Grazie per l’attenzione.




