Lazio

padre e figlio denunciati a Rignano Flaminio

L’eccessivo nervosismo tradito davanti alle divise dell’Arma ha insospettito i militari impegnati nei servizi di routine sulla viabilità provinciale, trasformando un banale accertamento sui documenti di guida in un sequestro d’armi.

È accaduto alle porte della Capitale, a Rignano Flaminio, dove i Carabinieri della locale Stazione hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica due uomini — padre di 53 anni e figlio di 23, entrambi originari della provincia di Nuoro — con l’accusa di porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere.

Dal nervosismo al controllo: il blitz dei Carabinieri

L’operazione è scattata nell’ambito dei quotidiani pattugliamenti per il monitoraggio della sicurezza stradale:

L’alt e l’ispezione: Dopo aver intimato l’alt alla vettura con a bordo la coppia, i militari hanno notato fin dai primi istanti un atteggiamento palesemente agitato e insofferente da parte degli occupanti.

Le perquisizioni: Il sospetto che i due potessero nascondere materiale illecito ha spinto i Carabinieri ad approfondire le verifiche, estendendo i controlli sia alla sfera personale che all’interno dell’abitacolo.

Il sequestro dell’armamentario e la denuncia

L’esito delle perquisizioni ha confermato i dubbi degli operanti:

Le armi rinvenute: All’interno degli zaini personali dei due uomini sono stati trovati due coltelli a serramanico di genere proibito, mentre celato dentro il vano portaoggetti dell’auto figurava un manganello telescopico in metallo pronto all’uso.

I provvedimenti: Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro penale. Per il cinquantatreenne e il ventitreenne è scattata immediatamente la denuncia a piede libero alla competente Autorità Giudiziaria.

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