Lazio

addetto alla sicurezza accoltellato al McDonald’s di via Casilina

La routine della cena in una serata di fine settimana trasformata, nel giro di pochissimi istanti, in una scena di panico e violenza.

Erano circa le 21:25, di ieri venerdì 18 settembre, quando la calma all’interno del punto vendita McDonald’s lungo la via Casilina, nel cuore del quartiere Torpignattara, è stata spezzata da una brutale aggressione culminata nel sangue.

Un vigilante di quarant’anni, cittadino di origine irachena in servizio per la tutela dell’ordine all’interno dell’esercizio, è finito nel mirino di un manipolo di aggressori che lo ha affrontato a viso aperto, lasciandolo a terra ferito.

Dalle minacce alla lama: la sequenza del raid

La ricostruzione preliminare acquisita dalle forze dell’ordine tratteggia un’azione rapida ed estremamente violenta:

L’affronto e la ferita: Secondo i primi riscontri, la vittima è stata avvicinata da alcuni individui rimasti al momento ignoti. Dopo un primo scambio verbale ad alto voltaggio denso di minacce, uno degli assalitori ha estratto un’arma da taglio, affondando la lama verso il volto del quarantenne e raggiungendolo all’orecchio.

La fuga nel buio: Subito dopo il fendente, la banda si è dileguata a piedi a passo di carica tra le vie limitrofe della borgata romana, facendo perdere ogni traccia prima che l’allarme arrivasse alle centrali operative.

Corsa in ospedale: L’uomo è stato rapidamente soccorso dal personale sanitario del 118 e trasferito d’urgenza in codice giallo al pronto soccorso del vicino ospedale Vannini, dove ha ricevuto i punti di sutura e le medicazioni indispensabili.

Mosaico investigativo: caccia ai responsabili sui nastri delle telecamere

Sull’episodio sono piombati i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, giunti sul posto per isolare l’area e raccogliere i primi elementi utili.

Ascoltato a caldo dai militari, l’addetto alla sicurezza — provato dal trauma e dallo shock — non è stato in grado di fornire indicazioni sufficienti o dettagli idonei all’immediata identificazione dei suoi aggressori.

Per sbrogliare la matassa e ricostruire l’esatta dinamica del raid, gli investigatori dell’Arma stanno ora passando al setaccio i fotogrammi registrati dai sistemi di videosorveglianza sia interni al fast food che installati lungo l’arteria stradale di via Casilina. L’obiettivo è tracciare la via di fuga della banda e dare un nome e un volto agli autori dell’aggressione.

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