Umbria

Ospedali, cittadini e sindacati: «Potenziare Orvieto e tutelare l’occupazione a Terni»

Dall’ospedale di Orvieto a quello di Terni il dibattito sulla sanità umbra rimane al centro. Sul primo ha avuto modo di esprimersi la governatrice Stefania Proietti quando ha ricevuto le firme raccolte dal comitato cittadino; su Colle Obito, oltre i noti tira e molla politico-istituzionali, ecco che il sindacato chiede un «miglioramento delle condizioni di chi opera nella struttura», rilevando un costante aumento del numero dei lavoratori in appalto.

Criticità Nel corso dell’incontro di giovedì, durante la seduta di consiglio regionale si è discusso del futuro dell’ospedale Santa Maria della Stella di Orvieto: al tavolo hanno partecipato la presidente della Regione Stefania Proietti, la presidente dell’assemblea legistlativa Sarah Bistocchi, il direttore generale della Usl Umbria 2 Roberto Noto, i sindaci del territorio e il comitato orvietano per la salute pubblica, che nei mesi scorsi ha raccolto oltre 13 mila firme a sostegno del potenziamento della struttura. Un confronto «aperto e costruttivo» che ha messo a fuoco criticità, priorità e prospettive del nosocomio. In particolare Emma Scanu, presidente del comitato, ha evidenziato la presenza di criticità legate alla carenza di personale, alla mancanza di alcuni primariati, alla necessità di interventi sul pronto soccorso e al bisogno di una visione strategica di medio-lungo periodo.

Piano L’obiettivo condiviso è il potenziamento della struttura orvietana: Roberto Noto, direttore generale della Usl Umbria 2, ha spiegato che è in corso un piano di potenziamento che riguarda una ventina di professionisti in discipline strategiche, dal pronto soccorso alla cardiologia, e un intervento di adeguamento sismico da oltre sette milioni di euro finanziato con fondi Pnrr. «L’ospedale di Orvieto è e resta un presidio fondamentale – ha sottolineato Proietti – lo stiamo rafforzando dentro una visione che tenga insieme ospedale, prossimità delle cure e bisogni reali delle persone».

Richieste A Terni la preoccupazione è invece concentrata sul personale. Spogliatoi insufficienti, esposizione a rischi biologici legati alla gestione dei rifiuti speciali, confusione tra i ruoli del personale diretto e quello delle ditte esterne: queste sono alcune criticità emerse dalla riunione sindacale. Delegati Filcams Cgil e Rsu della funzione pubblica Cgil sottolineano che «a causa delle continue esternalizzazioni di molti servizi e delle attività sanitarie» aumenta sempre più il numero dei lavoratori in appalto, con «inevitabili conseguenze negative in materia di diritti e salario per i lavoratori interessati e di organizzazione del lavoro». Alla luce di ciò, i rappresentanti chiedono la «una contrattazione di anticipo sui bandi di gara per garantire la clausola di salvaguardia e di verificare l’applicazione dei contratti di riferimento e i rapporti di lavoro».

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