Orvieto, Obedience to Life «non rispetta gli accordi», Usb passa alle vie legali

«Tra il 22 e il 23 giugno, viene accreditato lo stipendio di maggio, confermando i timori delle lavoratrici: non vi è alcuna traccia delle somme dovute e concordate per i pregressi insoluti. Si resta inoltre in attesa della busta paga, non ancora pervenuta». È la goccia che ha fatto traboccare il vaso nella vertenza tra l’Unione sindacale di base e l’azienda Obedience to Life di Orvieto: Usb ora annuncia l’avvio immediato delle vie legali e la riapertura delle procedure di sciopero.
La vicenda riguarda le lavoratrici e lavoratori dell’azienda Obedience to Life di Orvieto, che ha in gestione il centro ‘Il Girasole’ di Morrano. Il tutto comincia nell’autunno 2025, quando alcune lavoratrici del centro hanno sollevato formalmente criticità gestionali e contrattuali, denunciando mancanze nell’applicazione del Ccnl presenti da anni. Dopo una lunga trattativa, il 3 marzo 2026 le parti hanno sottoscritto un accordo formale che regolamentava tutti gli istituti contrattuali mancanti e stabiliva tempi precisi per il saldo degli arretrati: le lavoratrici avrebbero dovuto inviare i propri conteggi entro fine marzo – scadenza che, dice il sindacato, sarebbe stata rispettata – e l’azienda si impegnava a verificare i dati e saldare le spettanze «entro quattro mesi, a partire dalla busta paga relativa a maggio 2026», recita l’accordo sottoscritto.
Il 12 giugno, tuttavia, l’azienda ha comunicato per iscritto che i propri consulenti stavano ancora completando le verifiche, rinviando l’invio delle valutazioni definitive a fine mese. Quando i legali di Usb hanno sollecitato il rispetto degli impegni, i rappresentanti legali di Obedience to Life hanno risposto negando ogni inadempimento e invitando le lavoratrici a «desistere dal minacciare comunicazioni denigratorie e inutili azioni giudiziarie».
Una condotta aziendale che Udb definisce «intollerabile. Le lavoratrici hanno garantito la continuità del servizio con pazienza, accettando una dilazione dei loro diritti pur di venire incontro alla struttura. Ricevere in cambio promesse infrante e velate minacce legali è inaccettabile». Nessun passo indietro, quindi, anzi: il sindacato ha deciso di riaprire le procedure di sciopero e promette azioni legali nelle sedi competenti per tutelare «la dignità, i diritti contrattuali e il salario di tutte le lavoratrici coinvolte».
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