Omicidio di Pamela Genini, Procura chiede il processo immediato per Gianluca Soncin

La Procura di Milano ha chiesto il processo con rito immediato per Gianluca Soncin, il 53enne di Cervia accusato dell’omicidio della 29enne Pamela Genini nel suo appartamento in zona Gorla. Lo riferisce MilanoToday. Qualora venisse accolta la richiesta, per Soncin salterebbe la fase dell’udienza preliminare. Il 53enne si trova attualmente in carcere per omicidio premeditato, anche aggravato da stalking, futili motivi e crudeltà.
L’omicidio di Pamela Genini
Pamela Genini è stata uccisa il 14 ottobre 2025 dal suo ex compagno, Gianluca Soncin, nel terrazzino del suo appartamento nel quartiere di Gorla a Milano. L’uomo, che secondo gli inquirenti l’aveva già perseguitata nei mesi precedenti, sarebbe entrato in casa con una copia delle chiavi effettuata a sua insaputa e l’avrebbe colpita con oltre 30 coltellate. I vicini hanno sentito le urla e chiamato il 112, ma l’aggressione è stata fulminea. Soncin ha poi tentato il suicidio senza riuscirci ed è stato fermato dalla polizia.
Dov’è finita la testa di Pamela? Le indagini continuano
In parallelo, continua la ricerca della testa di Pamela, trafugata dalla tomba in cui era stata sepolta, nel cimitero di Strozza, a Bergamo. La macabra scoperta è emersa quasi per caso lo scorso 23 marzo. La tomba di Pamela, situata in un colombario a muro verticale, doveva essere aperta per un normale trasferimento del feretro. Quando i responsabili hanno sollevato la lastra e inciso la parte laminata interna della bara, hanno scoperto l’orrore.
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Il taglio sulla lamiera è stato descritto come “netto e certosino”. Chi ha agito ha avuto cura di rimettere tutto in ordine, sigillando la tomba in modo che dall’esterno non trasparisse alcun segno di effrazione. Se non ci fosse stato lo spostamento programmato, la profanazione sarebbe rimasta sepolta nel silenzio.
I carabinieri del reparto investigativo di Bergamo sono al lavoro per risalire agli autori del gesto. Gli inquirenti stanno cercando di stringere il cerchio sulla finestra temporale del colpo, sebbene i residenti della zona non abbiano segnalato rumori sospetti provenire dal camposanto nelle settimane precedenti.
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Nelle ultime ore è stato nuovamente ascoltato come testimone Francesco Dolci, ex fidanzato della vittima. L’uomo è stato sentito da un pool di esperti che comprendeva anche un carabiniere psicologo. Durante l’audizione, l’attenzione si sarebbe concentrata sulle persone che orbitavano attorno alla vita di Pamela e su eventuali minacce ricevute recentemente dall’uomo, al quale Genini ha chiesto aiuto al telefono poco prima dell’omicidio.
Un elemento tecnico centrale riguarda i sistemi di sorveglianza. Le immagini delle telecamere installate nei pressi del cimitero sarebbero state cancellate per il normale sovrascrittore dei dati, ma i militari dell’Arma stanno tentando un recupero forense per estrapolare frame utili.
Sotto analisi anche lo smartphone di Dolci: l’uomo aveva infatti scattato alcune foto alla lapide di Pamela per documentare lo stato di incuria in cui versava, inviandole ad alcune amiche della ragazza e agli inquirenti che si erano occupati del femminicidio.
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