Calabria

Omaggio alla complessità di Corrado Alvaro

Corrado Alvaro (San Luca 15 aprile 1895 – Roma 11 giugno 1956), è definito lo scrittore più importante del secondo Novecento per la complessità della sua opera. Grande elzevirista, ha disseminato i suoi articoli nelle terze pagine dei maggiori quotidiani; è stato poeta innovativo (le Poesie grigioverdi); romanziere e novelliere, secondo solo a Pirandello nella narrativa breve (L’amata alla finestra; Il mare); diarista (Quasi una vita è tra i più bei giornali di bordo europei); autore e critico di teatro (Lunga notte di Medea si pone al vertice dei testi tragici); memorialista del “mondo sommerso” (la trilogia narrativa con tale titolo); e finissimo traduttore (di Lope de Vega, Scott, Dostoevskij e Sologub) e intellettuale e saggista di rilevanza assoluta. L’attività giornalistica lo portò a vivere a Parigi e Berlino e ad avere, da inviato speciale, esperienze dalle quali scaturiscono i libri di viaggio. Una figura imponente, dunque, data l’ampiezza dei suoi orizzonti culturali e ispirativi: per Alvaro il segreto dell’arte è congiungere il microcosmo della Calabria (il paese dell’anima che funge da sostrato a tutto il suo itinerario creativo; la linea alta e irradiante di tutta una tradizione letteraria e civile, dalle radici magnogreche a Gioacchino da Fiore, da Campanella a Padula) e la realtà europea, in cui Alvaro andava ad innestarsi per esplorare la fenomenologia e la patologia della civiltà nuova.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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