Friuli Venezia Giulia

Tentata Decapitazione a Belfast: I Dettagli

11 giugno 2026 – ore 07:30 – L’ultima è che stanotte la polizia ha usato un cannone ad acqua per disperdere la folla, dopo che persone vestite di nero hanno provocato gravi danneggiamenti alle abitazioni private, nell’ambito delle proteste contro l’immigrazione di massa scatenatesi a seguito della tentata decapitazione, verificatasi per strada a Belfast (Irlanda del Nord) nella tarda sera di lunedì 8 giugno 2026: come si vede in un video diventato virale, un uomo ha aggredito un altro uomo con un coltello, immobilizzandolo a terra a pancia in su, salendo sopra di lui a cavalcioni e colpendolo ripetutamente nella zona attorno alla testa. Passanti e residenti sono intervenuti per fermare la violenza. Come è emerso, l’aggressore è Hadi Alodid, trentenne, originario del Sudan, richiedente asilo. Il video, dal contenuto violento, è disponibile qui: fotogrammi di questo filmato sono stati ripresi dai principali media britannici, mentre le fonti usate per questo articolo sono le coperture di Bbc, Reuters e Guardian.

Le autorità hanno escluso l’ipotesi terrorismo: accusato di tentato omicidio, possesso di un coltello in luogo pubblico e minacce, Hadi Alodid ieri è comparso comparso in tribunale in videocollegamento dalla stazione di polizia di Musgrave, non ha risposto alle accuse ed è stato trattenuto in custodia. La vittima dell’aggressione è Stephen Ogilvie, quarantenne, cittadino del posto: ricoverato in ospedale, ha perso l’occhio sinistro, riportato danni all’occhio destro unitamente a ferite al collo e alla schiena. La sua famiglia ha fatto sapere che le sue condizioni risultano stabili e ha invitato a manifestare pacificamente. Dopo che la notizia dell’episodio si è diffusa sui social, ingenti proteste, anche violente, sono infatti esplose nelle strade di Belfast e del resto dell’Irlanda del Nord martedì 9 giugno e sono proseguire ieri, mercoledì 10 giugno 2026. Secondo testimonianze social, hanno manifestato assieme cittadini cattolici e protestanti, in passato divisi dalla guerra civile. Pochi giorni prima, il 2 giugno, altre proteste si erano svolte per ricordare Henry Nowak all’indomani della condanna all’ergastolo del suo assassino, Vickrum Singh Digwa, 23 enne Sikh britannico.

Alle proteste l’altro giorno era presente anche l’attivista di destra Tommy Robinson, già organizzatore di ingenti mobilitazioni contro l’immigrazione di massa nel Regno Unito. L’omicidio è avvenuto a dicembre 2025: il diciottenne Henry Nowak è stato ammanettato dalla polizia mentre stava morendo per le ferite da arma da taglio, dopo che il suo assassino lo aveva falsamente accusato di un attacco razzista: riprese video hanno mostrato gli agenti di polizia intenti a ignorare le suppliche di Henry Nowak mentre, immobilizzato, giaceva a terra morente, ripetendo di essere stato accoltellato e di non riuscire a respirare. Il ragazzo è spirato poco dopo. L’episodio ha suscitato l’indignazione financo del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, che ha scritto su X: “Henry Nowak è morto nello stesso modo in cui muore una civiltà: abbandonato; ammanettato dalle autorità che non si fidavano di lui e non si curavano di lui; accusato di crimini d’odio che non aveva commesso. Ogni volta che una vita come la sua viene spezzata, la risposta appropriata è una giusta indignazione”.

Articolo di Lilli Goriup




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