“Occorre formazione sull’intelligenza artificiale già dalla scuola superiore”. Confindustria vuole un grande piano per tutti i lavoratori

L’intelligenza artificiale non aspetta. E per non farsi trovare impreparati, secondo il numero uno di Confindustria, Emanuele Orsini, serve partire dai banchi di scuola.
Nella relazione all’assemblea annuale, il presidente ha indicato una strada precisa: un grande piano di formazione che coinvolga già gli studenti delle superiori.
“Occorre un grande piano di formazione per tutti i lavoratori”, ha detto Orsini. “E serve un progetto di formazione da iniziare nel ciclo delle superiori di secondo grado, per tutti i giovani”. Un appello che si accompagna a un’offerta concreta: il sistema industriale è pronto a mettersi in gioco in prima persona. “Come sistema industriale ci candidiamo ad affiancare la scuola pubblica”, ha dichiarato, portando come esempio il modello degli Its Academy. I numeri, secondo Orsini, darebbero ragione a questa strada: gli iscritti agli Istituti tecnici superiori sono passati da 11mila a 41mila dal 2021.
La proposta arriva in un momento in cui le competenze digitali dei giovani italiani mostrano ampi margini di miglioramento. Secondo gli ultimi dati Ocse Pisa, il 45 per cento degli studenti quindicenni del nostro paese non raggiunge il livello minimo di competenze digitali, una percentuale superiore alla media dell’area Ocse. E solo il 18 per cento riesce a svolgere compiti complessi con il computer, come modificare un foglio di calcolo o creare una presentazione multimediale. La stessa indagine rivela che meno di un istituto superiore su tre in Italia integra nel curricolo obbligatorio attività specifiche sul pensiero computazionale o sull’alfabetizzazione algoritmica.
Non solo formazione. L’altro nodo riguarda gli strumenti per le imprese. Orsini ha sostenuto la necessità di aggiornare le politiche di incentivo, per includere anche gli investimenti tecnologici oggi considerati strategici. La proposta è di “includere negli incentivi anche gli investimenti delle imprese in software e cloud, che sono oggi strumenti essenziali per accelerare la digitalizzazione e l’adozione dell’intelligenza artificiale”.
Un doppio binario, dunque: da un lato la scuola, dall’altro le imprese. Con un obiettivo dichiarato – vincere la sfida tecnologica – e un metodo che Confindustria rilancia come la propria cifra: affiancare il pubblico senza sostituirlo.
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