Abruzzo

O fusione nel 2027 o mai


Il consigliere comunale di Spoltore Libera Marco Della Torre attacca l’emendamento approvato in consiglio regionale che sposta l’istituzione della Nuova Pescara al febbraio 2029, definendolo “la pietra tombale sulla volontà popolare espressa nel 2014”. La presa di posizione arriva dopo l’approvazione dell’emendamento a firma del presidente Sospiri e della risoluzione che apre a un nuovo referendum.

“Spoltore si trova davanti a un paradosso inaccettabile – afferma Della Torre -: dovremmo andare a votare a giugno 2027 per eleggere un sindaco e un consiglio che durerebbero venti mesi, per poi essere sciolti e commissariati dall’Ufficio di fusione fino al 2029, quando si rivoterà per la Nuova Pescara”.

Il consigliere contesta la coerenza del presidente Sospiri: “Per due anni il presidente Sospiri ci ha ripetuto, in ogni convegno e in ogni intervista, che la sua legge sarebbe stata rispettata a ogni costo, anche nominando i commissari contro i sindaci inadempienti. ‘La fusione si farà nel 2027’ era il suo proclama. Oggi è una grave denigrazione della stessa legge regionale e delle istituzioni”.

Della Torre ricorda che lo stesso Sospiri è firmatario della legge regionale 13/2023 che istituiva la Nuova Pescara nel 2027 e ora autore dell’emendamento che la rinvia al 2029: “Ha fatto la legge e poi l’ha abbattuta”.

La proposta di Spoltore Libera è secca: o la fusione nel 2027 come previsto dalla legge vigente, con la nomina immediata di un commissario che faccia rispettare i tempi, oppure prendere atto che la Nuova Pescara non si vuole fare. “Non ha senso amministrativo, non ha senso economico e non ha rispetto per gli elettori che nel 2014 hanno detto sì alla fusione”, conclude Della Torre.


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