Marche

nuovo ospedale Salesi, bordate dall’Anac

ANCONA Sembrano quasi coltellate i quattro punti che lAnac (l’Autorità Nazionale Anticorruzione) contesta alla Regione Marche in merito alla regolarità del cantiere per la costruzione del nuovo ospedale materno-infantile Salesi, a Torrette. Dall’aumento spropositato dei costi ai tempi fin troppo dilatati, nel mirino del Garante è finita la perizia di variante numero 2, approvata il 2 settembre 2024.

I motivi

La prima contestazione riguarda proprio la natura di questa variante, che la Regione ha motivato con la necessità di adeguarsi alle normative sanitarie scaturite dall’emergenza Covid. Con questa “scusa”, sono stati aggiunti 5.750 metri quadri, ovvero un piano in più (da 5 a 6) e ulteriori 81 posti (da 119 a 201) dovuti al ritorno nel futuro Salesi dei reparti di ostetricia e ginecologia e del blocco travaglio-parto, che sarebbero dovuti invece essere spostati al Riuniti di via Conca. Per l’Anac, però, la variante «appare riconducibile, in realtà, a scelte di riorganizzazione strategica dell’assetto ospedaliero».

Su questo fronte, i tecnici di Palazzo Raffaello hanno replicato appellandosi a quello che l’Anac chiama «effetto di trascinamento». In pratica, il vero stravolgimento dei reparti (più posti letto in terapia intensiva e triage Covid in pronto soccorso) sarebbe avvenuto al Riuniti, dove sarebbe perciò venuto meno lo spazio originariamente destinato ai reparti spostati ora nel nuovo Salesi con la perizia di variante. Per Anac, però, la giustificazione è carente.

I conti

Al secondo punto c’è invece la portata economica della modifica, che aggiunge costi per 26,3 milioni di euro, ovvero il 47,7% del valore dell’appalto da 44 milioni (più Iva) vinto dall’impresa Rizzani De Eccher nel 2019. Siamo proprio sotto la soglia del 50% che la legge fissa per le varianti in corso d’opera. Anac fa notare, però, come «per non incorrere nel superamento di tale limite, alcune lavorazioni previste inizialmente in perizia sono state oggetto di stralcio e rinviate a un successivo intervento».

Lavori come le rifiniture e l’impiantistica delle sale chirurgiche, senza le quali si realizzerebbe «un’opera non utilizzabile». Per la Regione, la scelta sarebbe dovuta alla volontà di progettare tali sistemi al momento dell’installazione dei macchinari, evitando un gap tra tecnologie attuali e future. Ma Anac stronca: «Tale giustificazione non si evince dagli atti acquisiti relativi alla variante» e sarebbe stata fornita solo in un secondo momento. Terza voce, la natura sostanziale della variante. Secondo i rilievi, infatti, una modifica così costosa e impattante sul progetto originario, «sarebbe indice di una forte alterazione dell’equilibrio economico in favore dell’aggiudicatario». Tradotto: si presuppone che «possa aver inciso sulla concorrenza», visto che un progetto così rivisto avrebbe potuto dare un esito diverso in fase di gara d’appalto.

Il calendario

Infine il nodo dei tempi, con la consegna slittata da aprile 2022 al 30 novembre 2027. Anac fa notare, però, come questa dilatazione «risulti soltanto in modesta parte riconducibile» alle chiusure Covid. Piuttosto, sarebbe dovuta al blocco disposto dalla Regione (tra novembre 2021 e dicembre 2024) per consentire la riprogettazione dell’intervento. Per Palazzo Raffaello, se si fosse rescisso il contratto, si sarebbero persi solo tempo e soldi. Secondo Anac, lo slittamento di 5 anni è comunque ingiustificabile. Quattro bocciature su 4, insomma, per la Regione Marche. Anac la invita a prestare più attenzione in futuro, imponendole poi comunicazioni semestrali sull’andamento del cantiere. Per inciso: l’ultimo Stato di avanzamento lavori (di marzo 2025) parla di opere ancora al 21%.




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