Carceri, Antigone: «A Perugia un bambino vive in cella con la madre detenuta. Dietro le sbarre il 56% sono stranieri»

Un bambino sotto i tre anni vive nel carcere di Perugia insieme alla madre detenuta. È l’unico caso registrato in Umbria dal rapporto di metà anno 2026 di Antigone sulle condizioni di detenzione, che segnala 30 bambini complessivamente presenti negli istituti penitenziari italiani insieme a 25 madri detenute, quasi triplicati rispetto agli 11 rilevati nell’aprile 2025.
Perugia Il Nuovo complesso penitenziario di Capanne ospita anche una presenza straniera superiore alla metà della popolazione detenuta: il 56,5 per cento dei presenti, in aumento rispetto al 56,1 per cento dell’anno precedente. Il tasso di affollamento – riferisce Antigone – supera il 130 per cento.
Isolamento Il carcere di Perugia compare inoltre tra gli istituti italiani con il maggior numero di provvedimenti di isolamento disciplinare. Nel 2025 gli osservatori dell’associazione hanno registrato 82,9 provvedimenti ogni 100 detenuti, il terzo dato nazionale dopo la Casa circondariale di Terni, prima in Italia con 150,7 provvedimenti ogni 100 detenuti.
Spoleto La casa di reclusione di Spoleto rientra tra gli istituti coinvolti nel piano di riorganizzazione del regime di massima sicurezza denominato Kairos. Al 9 novembre 2025 ospitava 79 detenuti sottoposti al 41 bis, il terzo dato più alto in Italia dopo L’Aquila e Sassari-Bancali, secondo il rapporto.
Terni La situazione dell’istituto ternano è segnalata anche per la carenza di personale di polizia penitenziaria. La copertura della pianta organica si ferma al 55 per cento, con quattro detenuti per ogni agente rispetto a una media nazionale di 1,97. Al momento della visita degli osservatori risultavano presenti 572 detenuti e 144 agenti. Antigone collega l’elevato ricorso all’isolamento anche al sovraffollamento, superiore al 130 per cento, con un aumento delle tensioni all’interno degli istituti.
Alta sicurezza. Terni ospitava inoltre 28 detenuti sottoposti al 41 bis, il decimo dato tra i dodici istituti italiani dotati di una sezione dedicata. La struttura accoglie anche una sezione di Alta sicurezza AS2, destinata a detenuti coinvolti in reati di terrorismo o eversione dell’ordine democratico, con nove persone presenti.
Orvieto. Un dato positivo riguarda invece la casa di reclusione di Orvieto, indicata tra gli istituti italiani con la maggiore percentuale di detenuti impegnati in attività lavorative. La quota raggiunge il 56 per cento dei presenti – secondo Antigone – che colloca la struttura umbra tra quelle con i risultati migliori insieme a Castelfranco Emilia, Noto e Sant’Angelo dei Lombardi.
Il rapporto. I dati regionali si inseriscono in un quadro nazionale caratterizzato dal sovraffollamento. Al 30 aprile 2026 erano 64.436 le persone detenute nelle carceri italiane a fronte di 51.265 posti regolamentari. Considerando i posti effettivamente disponibili – rileva Antigone sulla base delle visite effettuate in 102 istituti nel corso del 2025 – 46.318, il tasso di affollamento reale raggiunge il 139,1 per cento.
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