Sardegna

Nuovi orari per i bar a Oliena: la minoranza chiede di annullare il divieto

OLIENA – La recente decisione dell’Amministrazione comunale di Oliena di limitare l’orario di occupazione del suolo pubblico per le attività di somministrazione ha sollevato un acceso dibattito politico. Con la delibera di Giunta Comunale n. 42 del 22.05.2026, la Maggioranza ha stabilito, infatti, che tavolini e sedie negli spazi esterni assegnati possano permanere esclusivamente dalle ore 08.00 alle ore 01.00. Il provvedimento è stato successivamente notificato ad alcuni esercizi pubblici attraverso una comunicazione formale incentrata sull’invito al rispetto delle norme relative all’occupazione e alla diffusione sonora, provocando l’immediata reazione del gruppo consiliare di Opposizione Paris Uliana Nova.

I consiglieri di minoranza Gianfranca Salis, Sebastiano Boi e Enrica Picca hanno depositato una formale interrogazione consiliare per chiedere l’annullamento della disposizione oraria. Secondo gli esponenti del gruppo, i tavolini all’aperto di bar, ristoranti e locali non rappresentano soltanto un pilastro economico fondamentale per il paese, ma costituiscono anche un biglietto da visita imprescindibile per l’accoglienza turistica e per la stessa vivibilità del centro storico e delle vie principali. L’opposizione ricorda come Oliena sia stata a lungo il cuore della vita sociale del circondario e che tuttora attiri flussi di giovani e meno giovani in cerca di svago, rendendo il limite dell’una di notte fortemente penalizzante, in particolare durante la stagione estiva, nei fine settimana e nei momenti di massima affluenza turistica.

Nel documento presentato da Uliana Nova viene rimarcata l’importanza di scindere nettamente il tema dell’occupazione del suolo pubblico da quello della diffusione sonora. Pur riaffermando il principio indiscutibile del rispetto dei limiti acustici e della quiete pubblica, i consiglieri Salis, Picca e Boi chiedono una modifica del regolamento comunale e degli atti presupposti. L’obiettivo è consentire una fruizione più ampia degli spazi esterni, ritenendo il limite dell’01.00 del tutto anacronistico e poco realistico rispetto alle dinamiche e alle temperature dei mesi caldi.

L’interrogazione si sposta poi su una critica più ampia alla gestione strategica del territorio, rilevando come un comune a vocazione turistica debba superare la logica dei soli divieti e delle restrizioni, assumendo invece un ruolo attivo nella programmazione e nel sostegno di eventi ricreativi per residenti e visitatori. La minoranza sostiene che favorire la socialità all’interno di spazi presidiati e dotati di servizi regolari possa incrementare la coesione comunitaria e contrastare il disturbo della quiete pubblica in modo più efficace rispetto alle barriere orarie, che non risolverebbero i fenomeni di schiamazzo incontrollato. La richiesta finale punta dunque a una politica turistica più coraggiosa ed equilibrata, capace di offrire risposte concrete a chi investe nel centro abitato.


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