Toscana

“Nottola avanti in deroga, Montevarchi sulla giusta strada”


“Nottola è un punto nascita che, sia pure attestato su poco più di 400 parti annui, sicuramente andrà avanti di deroga in deroga. Montevarchi è sulla giusta strada di un aumento consistente dei parti, nel 2027 raggiungerà il numero fatidico di 500 parti per cui continuerà verosimilmente a rimanere aperto senza problemi”.

A dirlo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Sanità, Enrico Tucci, sulla paventata chiusura dei punti nascita dell’Asl Toscana Sud Est al di sotto dei 500 parti l’anno. 

“Il Comitato Percorso Nascita Nazionale del Ministero della Salute ha espresso in questi giorni il suo parere tecnico sui punti nascita della Asl Toscana Sud Est al di sotto dei 500 parti l’anno – ricorda Enrico Tucci. Nottola ha avuto una deroga temporanea di 12 mesi, Montevarchi sarà sottoposto a un monitoraggio di 6 mesi ed è sulla giusta strada di un aumento consistente dei parti: ha già raggiunto nell’anno in corso 300 parti e sicuramente nel 2027 raggiungerà il numero fatidico di 500 parti per cui continuerà verosimilmente a rimanere aperto senza problemi, magari con una forte integrazione con l’ospedale di Arezzo come auspicato dal sindaco Chiassai. Il monitoraggio servirà per certificare definitivamente la continuità rispetto ai requisiti di sicurezza. 

Nottola è un punto nascita che, sia pure attestato su poco più di 400 parti annui, sicuramente andrà avanti di deroga in deroga perché serve un bacino di oltre 150.000 utenti, toscani e umbri, che non hanno reali ragionevoli alternative. 

A fronte dei punti sollevati dalle valutazioni tecniche la politica deve dare risposte di buon senso e coerenti col contesto in cui si opera. Ricordiamo peraltro che l’Accordo Stato-Regioni sulle “Linee di indirizzo per i percorsi nascita” risale al 2010 e il DM 70, ovvero il “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera” al 2015. Da allora la situazione demografica italiana è radicalmente cambiata e il Legislatore non potrà non tenerne conto”.


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