Friuli Venezia Giulia

Non vogliamo una tangenziale, ma nemmeno un museo a cielo aperto


“Non chiediamo una tangenziale, ma nemmeno che il centro diventi un museo a cielo aperto”. Si alzano ancora i toni sul futuro della Ztl e dell’area pedonale di Udine. Dopo la disponibilità al confronto espressa dall’assessore alla Viabilità Ivano Marchiol, Confcommercio Udine torna sulla questione degli accessi e respinge l’idea che le richieste avanzate dalle categorie equivalgano a voler riaprire il centro storico al traffico. Il presidente mandamentale Rodolfo Totolo accoglie positivamente l’apertura dell’assessore, ma rilancia chiedendo che il prossimo confronto non si svolga soltanto tra amministrazione e associazioni di categoria. “Proprio perché parliamo di un tema di interesse generale, riteniamo che il prossimo incontro debba essere pubblico e aperto alla città. Confcommercio è pronta a partecipare e a portare proposte concrete”.

“Altro che tangenziale”

A entrare nel merito è Andrea Basso, consigliere mandamentale e imprenditore nel settore dei pubblici esercizi, che contesta l’immagine della “tangenziale” utilizzata nel dibattito sull’area pedonale. Secondo Confcommercio, la proposta riguarderebbe esclusivamente i mezzi già autorizzati, con la possibilità di effettuare operazioni rapide di carico e scarico e raggiungere in maniera più capillare alcune attività. “Non certo un transito come in tangenziale”, precisa Basso. “Siamo i primi a volere un centro storico bello, sicuro, vivibile e frequentato. Ma negozi, pubblici esercizi, uffici e servizi sono parte integrante della vita del centro e contribuiscono alla sua attrattività tanto quanto piazze, palazzi e aree pedonali”. Da qui la frase più polemica: “Vorremmo evitare che la nostra meravigliosa città diventasse un museo a cielo aperto”.

Accessi limitati e controllati dalle telecamere

L’associazione assicura di non voler mettere in discussione la pedonalizzazione. La richiesta è quella di studiare accessi circoscritti, in determinati orari e lungo percorsi definiti, utilizzando anche le telecamere per verificare eventuali violazioni. “Non chiediamo di attraversare il centro, ma di poter raggiungere determinate attività quando questo è indispensabile per lavorare. È una differenza sostanziale”. Confcommercio invita quindi Palazzo D’Aronco ad abbandonare quella che considera una contrapposizione troppo rigida tra tutela dell’area pedonale ed esigenze delle attività economiche.

La stoccata: “Con il Comune più elasticità”

Ed è proprio su questo punto che arriva l’affondo nei confronti dell’amministrazione. Secondo l’associazione, infatti, quando a chiedere deroghe o maggiore flessibilità sono commercianti e cittadini le regole verrebbero interpretate in maniera più severa rispetto a quanto accade in occasione di iniziative organizzate dallo stesso Comune. “Non chiediamo privilegi, ma regole applicabili e che tengano conto delle esigenze concrete della città”, sostiene Confcommercio, tornando anche sul problema degli stalli destinati al carico e scarico, il cui corretto utilizzo, secondo l’associazione, non sarebbe ancora garantito.

Il caso del verde in via Mercatovecchio

A riaccendere ulteriormente la polemica è infine la manutenzione del verde pubblico in via Mercatovecchio. Confcommercio si domanda perché, per occuparsi delle piante nell’area pedonale, il Comune utilizzi un veicolo che, sostiene l’associazione, sarebbe soggetto alle limitazioni previste dalle norme comunali per il contenimento dell’inquinamento atmosferico. La categoria fa il paragone con i corrieri, che per effettuare le consegne nell’area pedonale hanno dovuto organizzarsi anche con transpallet elettrici. Una differenza di trattamento che Confcommercio mette ora sul tavolo del confronto con Palazzo D’Aronco.


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