Toscana

maggioranza respinge accuse di Gori


È scontro aperto dopo gli ultimi video della consigliera di opposizione Lucia Gori. A intervenire è il gruppo “Insieme per Cavriglia”, che accusa l’esponente della minoranza di aver oltrepassato il limite della critica politica con alcune affermazioni sulla giunta e sui rapporti con la società di Fontebussi.

Il video della consigliera Gori

Secondo il gruppo, nei video pubblicati da Gori sarebbero state rivolte “accuse, insinuazioni e ricostruzioni prive di fondamento” nei confronti dell’amministrazione comunale. In particolare, contestata l’affermazione secondo cui un componente della giunta avrebbe una partecipazione nella società di Fontebussi e intratterrebbe rapporti d’affari nel Comune. “Si tratta di un’accusa precisa, grave e pesantissima. E soprattutto, per quanto ci riguarda, falsa”, afferma la squadra di “Insieme per Cavriglia”, sostenendo che nessun componente dell’attuale giunta possieda quote societarie in Fontebussi o abbia i rapporti descritti dalla consigliera.

Da qui la richiesta a Gori di chiarire la propria posizione: “Porti le prove di ciò che ha affermato oppure smentisca pubblicamente le proprie accuse”. Il gruppo respinge quindi “allusioni, mezze frasi, sospetti o ricostruzioni” e sottolinea che, a suo giudizio, la libertà di critica non può trasformarsi in accuse prive di riscontri.

Lo scontro potrebbe ora spostarsi anche sul piano legale. “Insieme per Cavriglia” fa sapere infatti che l’amministrazione valuterà «ogni iniziativa nelle sedi competenti» per tutelare la reputazione degli amministratori coinvolti.

Oltre al profilo giudiziario, il gruppo pone anche una questione politica e chiede alla consigliera di assumersi la responsabilità delle proprie dichiarazioni, arrivando a invocarne le dimissioni nel caso in cui non fosse in grado di dimostrare quanto affermato.

“Le accuse si fanno con le prove. Le insinuazioni senza prove hanno un altro nome: fango”, conclude “Insieme per Cavriglia”, annunciando di non essere più disposto a tollerare attacchi che ritiene lesivi dell’onorabilità degli amministratori e delle istituzioni.


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