«Non solo colpa del mercato. Vista una minima parte dei 62 milioni di investimenti»
FABRIANO – C’è preoccupazione nello stabilimento Beko di Melano-Marischio per l’applicazione e rispetto dell’accordo firmato ad aprile 2025 al Mimit. In fabbrica altri giorni di fermo produttivo. Dopo le ferie estive, nuova convocazione al Ministero: la data prescelta è il 1° ottobre. Intanto, nei giorni scorsi a Jesi, si è svolto alla presenza del segretario nazionale Massimiliano Nobis e della segreteria regionale Fim Cisl, l’incontro con i delegati sindacali delle aziende Beko delle Marche, Comunanza, Melano e sedi impiegatizie di Fabriano.
Il punto
A fare il punto è Giampiero Santoni, segretario regionale Fim Cisl Marche: «Nello stabilimento di Melano, nonostante le uscite previste dell’accordo, che sono andate anche oltre a quelle previste dallo stesso, rimangono le difficoltà del mercato che si tramutano in fermi produttivi e cassa integrazione. Senza considerare il continuo utilizzo giornaliero che lascia a casa un numero significativo di persone». Il mese di luglio, dove era prevista la consueta settimana di ferie, ma nessun fermo produttivo verticale, negli ultimi giorni è stato annunciato l’ulteriore fermo per il 30 e 31 luglio. «Nei prossimi giorni si discuterà per l’attività lavorativa di agosto dove sono già previste due settimane di ferie. Si auspica che non ci siano ulteriori fermi, anche se la situazione non lascia ben sperare. Oltre alla mancanza di volumi che potrebbe non essere dettata solo da difficoltà di mercato – aggiunge Santoni – si aggiunge la mancanza di investimenti importanti sul prodotto e sul processo». Dalla Cisl attaccano: «Se nelle settimane scorse è stato annunciato l’avvio del nuovo impianto fotovoltaico che dovrebbe permettere una migliore competitività del sito produttivo di Melano, con alcuni investimenti limitati sul processo e sul prodotto, di fatto ad oggi si vedono solo una piccola parte degli oltre 62 milioni di euro previsti dagli accordi. Se poi si pensa che l’accordo ministeriale scadrà il 31 dicembre 2027, la situazione desta molta preoccupazione sulle vere intenzioni di Beko che dovranno essere necessariamente affrontate nell’incontro previsto per il 1° ottobre alle 15 al Mimit». Incertezza anche dal fronte impiegatizio di Fabriano dove sono previsti tagli e riduzione del personale. «Ad oggi – conclude Santoni – rimane ancora pesante l’utilizzo della cassa integrazione a zero ore su molte figure impiegatizie e un utilizzo parziale su altre. Nel mese di settembre sarà importante far fronte comune, sindacati e istituzione a tutti i livelli, per il rispetto degli accordi siglati al Ministero».




