Marche

Macerata, Blarasin lascia FdI e passa con Vannacci «Mi riconosco nel suo progetto politico»


MACERATA Era annunciato da settimane e ieri Andrea Blarasin – eletto consigliere comunale a Macerata nella lista di Fratelli d’Italia, il quarto più votato – ha ufficializzato il passaggio a Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci. Il primo effetto numerico è che FdI passa da 8 consiglieri a 7. Per ora non cambiano i rapporti di forza nella maggioranza ma ci sarà da attendere un po’ per verificare se ci saranno altri passaggi con Fn. Sul fronte politico (per ora) Blarasin non sembra in rotta con la maggioranza di centrodestra, pur avendo assunto in passato posizioni diverse iniziando dal centro commerciale Simonetti.  

«È una scelta maturata dopo un’attenta riflessione politica e personale e nasce dalla volontà di proseguire il mio impegno pubblico all’interno di un progetto nel quale riconosco valori che hanno sempre accompagnato il mio percorso: comunità, identità, sicurezza, lavoro, attenzione alle famiglie, ai territori e alle persone più fragili – spiega Blarasin -. La politica deve essere prima di tutto servizio alla comunità, presenza concreta e capacità di dare risposte ai problemi reali dei cittadini. Il mio impegno per Macerata continua con lo stesso senso di responsabilità di sempre».

La tensione

Sul fronte di FdI si registra una ulteriore presa di posizione del consigliere comunale Simone Livi con al centro la questione della commissione Urbanistica che ha visto l’elezione a presidente del forzista Silvano Iommi che ha però già detto che si dimetterà lunedì prossimo quando la commissione sarà al completo con l’ingresso di Claudio Carbonari. «La vicenda della presidenza della terza commissione urbanistica merita – dice Livi – di essere chiusa nel rispetto degli accordi politici e nell’interesse della maggioranza. Per questo rivolgo un appello a Silvano Iommi affinché valuti un gesto di responsabilità istituzionale, rassegnando le dimissioni dalla presidenza della commissione. Da parte mia sono pronto a fare anche di più. Se questo consentirà di ristabilire gli equilibri concordati, rinuncerò senza esitazione alla presidenza, purché a FdI venga riconosciuta la guida di una commissione consiliare, come previsto dagli accordi di coalizione. In queste settimane qualcuno ha voluto rappresentare questa vicenda come una mia battaglia per una poltrona. È una ricostruzione che respingo con fermezza e che considero profondamente scorretta. La mia proposta dimostra esattamente il contrario: ciò che mi sta a cuore non è il destino di Simone Livi, ma il rispetto della parola data, la credibilità della politica e la stabilità della maggioranza. Non difendo un incarico personale. Difendo il valore degli accordi, la lealtà tra alleati e la convinzione che gli interessi della coalizione e della città debbano sempre prevalere su quelli dei singoli. Ora spetta a tutti dimostrare lo stesso senso di responsabilità». Dunque Livi è pronto ad immolarsi in nome della coalizione, da capire eventualmente a vantaggio di chi. Forse il collega di partito Paolo Virgili alla commissione Urbanistica o Romina Leombruni alla commissione Bilancio dove però è stata eletta una esponente della Lega.




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