Non si gioca con il lavoro e la salute

Il Partito democratico della provincia di Chieti interviene sulla vicenda degli operatori socio-sanitari assunti dalla Asl Lanciano Vasto Chieti e successivamente estromessi dal servizio dopo la rettifica della graduatoria trasmessa dall’azienda sanitaria di Pescara.
«Non si gioca con il lavoro delle persone e non si gioca con la salute dei cittadini», afferma il segretario provinciale del Pd, Leo Marongiu, che esprime solidarietà alle lavoratrici coinvolte e chiede risposte immediate alla direzione della Asl e alla Regione Abruzzo.
La vicenda riguarda gli Oss convocati attraverso la graduatoria della Asl di Pescara. Alcuni lavoratori avevano già sottoscritto il contratto e iniziato il servizio quando è arrivata la comunicazione dell’errore nell’individuazione della posizione dalla quale avviare lo scorrimento. I contratti già firmati sono stati quindi dichiarati nulli.
«La vicenda degli operatori socio-sanitari assunti dalla Asl e licenziati dopo pochi giorni per un errore amministrativo è gravissima», sostiene Marongiu. «Parliamo di persone che hanno lasciato altri lavori, firmato un contratto, iniziato a prestare servizio nei reparti e nelle strutture e che si sono poi viste recapitare una comunicazione di interruzione del rapporto».
Secondo il segretario provinciale del Pd, quanto accaduto avrebbe provocato «un danno economico, professionale e morale enorme» alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti.
Il Partito democratico chiede innanzitutto il reintegro degli Oss già entrati in servizio, con il riconoscimento della continuità del rapporto di lavoro e il pagamento delle giornate lavorate.
La seconda richiesta riguarda l’accertamento delle responsabilità nella gestione della procedura e delle convocazioni. Il Pd domanda in particolare per quale motivo la Asl di Pescara abbia successivamente indicato la posizione 304 come punto corretto per lo scorrimento, dopo che la Asl teatina aveva già avviato le assunzioni partendo dalla posizione 600.
Marongiu sollecita infine un intervento urgente della Regione affinché venga individuata una soluzione per gli operatori che avevano già regolarmente preso servizio.
«I nostri ospedali e le nostre strutture sono al collasso di personale – aggiunge il segretario provinciale – e non possiamo permetterci di perdere neanche una risorsa. Questa non è efficienza, ma pressapochismo che si scarica sulla pelle di chi lavora e di chi ha bisogno di cure».
«Il diritto al lavoro e il diritto alla salute – conclude Marongiu – non possono diventare vittime di un errore».
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