Il gasolio è tornato alle stelle, solo 6 impianti sotto i 2 euro

di Monia Orazi
Fermarsi a fare il pieno di gasolio e ritrovarsi a spendere 90, 95, anche 100 euro. Non è un’eccezione: è diventata la normalità per molti automobilisti della provincia di Macerata nell’estate 2026. Con il gasolio self service che in media supera i 2,14 euro al litro, un serbatoio da 45 litri, quello tipico di un’utilitaria, costa in media 96 euro. Alla pompa più cara della provincia si arriva a 103 euro. Solo quattro mesi fa, il 20 marzo, lo stesso pieno costava 86 euro.
Sono i numeri dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 25 luglio 2026. Raccontano l’intera parabola del decreto taglia-accise: l’entrata in vigore a marzo, i mesi di sconti progressivamente ridotti, la scadenza del 3 luglio senza proroga e il successivo rialzo ininterrotto. Ora il governo valuta un nuovo intervento, atteso entro il Consiglio dei ministri del 4 agosto.
Il confronto tra il 20 marzo, primo giorno di rilevazione dopo il decreto e il 25 luglio è impietoso. La benzina self service è passata in media da 1,683 a 1,956 euro al litro in provincia: un aumento del 16,3%, pari a 27 centesimi al litro. Il gasolio è salito da 1,926 a 2,148 euro: +11,6%, quasi 22 centesimi al litro. In termini assoluti la benzina è cresciuta di più, perché nelle proroghe successive al decreto originario lo sconto sul gasolio era stato progressivamente dimezzato, portato da 20 a 10 a 5 centesimi al litro, mentre quello sulla benzina era rimasto invariato.
Oggi, su 153 impianti della provincia con gasolio self service registrato, solo 6 si collocano sotto i 2 euro al litro. Erano 115 il 20 marzo.
La provincia non è uniforme. Sul gasolio self service, i comuni con i prezzi medi più alti sono Fiuminata (2,299 euro al litro), Urbisaglia (2,265), Gagliole (2,259), Pioraco (2,251) e Fiastra (2,239). I comuni più convenienti sono Cingoli (media 2,032), Monte San Giusto (2,044), Penna San Giovanni (2,090) e Camerino (2,092).
Oggi il governo starebbe lavorando a un nuovo decreto di riduzione delle accise da approvare entro il 4 agosto, prossima data del Consiglio dei ministri. La misura si inserisce nel contesto delle tensioni internazionali legate alla guerra in Medio Oriente, che continuano a spingere al rialzo i prezzi del petrolio sui mercati globali. Se il provvedimento verrà approvato, sarà il quinto sulle accise dall’inizio del 2026.
I dati sono consultabili in tempo reale sul sito dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, dove è possibile verificare per ogni impianto i listini praticati comune per comune.
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