Marche

«Teatro, rifiutiamo l’ennesima strumentalizzazione politica» Lanciotti replica al Pd – Cronache Fermane

Carlotta Lanciotti

«Quando mancano gli argomenti, si prova a riscrivere la realtà. Ma la realtà, fortunatamente, è fatta di fatti. E i fatti parlano molto più delle polemiche.
Nessuno mette in discussione il valore storico del Teatro Comunale, né il contributo di chi, decenni fa, ne ha immaginato e realizzato il recupero. La storia va rispettata. Ma la storia non può diventare un rifugio per chi non riesce a confrontarsi con il presente». E’ la replica dell’assessore sangiorgese alla Cultura, Carlotta Lanciotti al Pd che ha aspramente criticato l’amministrazione Vesprini dopo l’esclusione del teatro sangiorgese dalla lista dei teatri diventati patrimonio Unesco.

«Sentiamo dire che “parla la Storia”. Noi diciamo che parlano anche i numeri. Parlano i numeri di un teatro che questa amministrazione ha restituito ai cittadini con una visione completamente nuova: dagli appena 7 abbonamenti degli anni passati siamo arrivati a circa 90. Siamo passati da una programmazione rivolta a pochi appassionati a un’offerta culturale capace di coinvolgere famiglie, giovani, scuole e pubblici diversi. Abbiamo aperto il teatro alla città, moltiplicando le occasioni di utilizzo, promuovendo eventi gratuiti e rendendo uno spazio pubblico sempre più accessibile e vissuto. Questa vuol dire assumersi la responsabilità di costruire il presente. L’opposizione parla di un’occasione mancata. Noi non ci sottraiamo al dispiacere per il mancato inserimento nel riconoscimento Unesco, ma rifiutiamo il tentativo di trasformarlo nell’ennesima strumentalizzazione politica. Il valore del Teatro Comunale non nasce da un marchio: nasce dalla sua capacità di essere vivo, frequentato e protagonista della vita culturale della città. Chi oggi invita all’umiltà dovrebbe ricordare che l’umiltà consiste anche nel riconoscere i risultati raggiunti quando sono evidenti. Perché un teatro pieno, aperto e partecipato vale più di mille slogan. Noi continueremo a lavorare perché Porto San Giorgio cresca, senza vivere di rendita sulle scelte di quarant’anni fa e senza utilizzare la cultura come terreno di propaganda. Il nostro compito è valorizzare ciò che abbiamo ereditato, innovarlo e consegnarlo alle future generazioni in condizioni migliori di come lo abbiamo trovato. La storia merita rispetto. Ma una città ha bisogno di idee, di coraggio, di programmazione e di amministratori che lavorino ogni giorno per trasformare un patrimonio storico in una realtà viva. Ed è esattamente quello che questa amministrazione sta facendo insieme alle tante associazioni che collaborano, promuovono e ne supportano l’operato».


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