Nomadi sgomberati, la politica plaude all’operazione. Perplessità sulla nuova collocazione

L’intervento di sgombero dell’insediamento abusivo di San Matteo – dove viveva una famiglia composta da sette persone – ha suscitato reazioni trasversali da parte delle forze politiche cittadine, che pur accogliendo positivamente il ripristino della legalità, sollevano interrogativi sulle tempistiche, sulle soluzioni alternative e sulle politiche di integrazione.
Per il Partito Democratico si tratta di un’operazione che sana una situazione di illegalità persistente da anni. Il segretario cittadino Diego Lenzini ha ringraziato la Prefettura, la Polizia Locale e i Servizi Sociali per la gestione della complessa situazione, richiamando però l’attenzione sulle prospettive future. “Riteniamo che sia ora necessario un impegno che coinvolga più fronti e livelli istituzionali, affinché non si verifichi il semplice spostamento di un problema da un’area della città ad un’altra”, ha affermato Lenzini, sottolineando come la collocazione vicina alla parrocchia di San Pancrazio debba rappresentare “una soluzione di emergenza temporanea per permettere di arrivare in tempi brevi ad una definitiva”, garantendo la tutela dei minori coinvolti. A tal proposito, i dem annunciano un’interrogazione urgente per avere dettagli sulla gestione.
Iscriviti al canale Whatsapp di ModenaToday
Forti critiche sulle tempistiche arrivano invece da Fratelli d’Italia, che rivendica di aver chiesto l’intervento da tempo. Il capogruppo Luca Negrini accusa l’Amministrazione di aver voltato le spalle per anni ai residenti esasperati, intervenendo solo dopo una tragedia. “L’intervento che ha messo in campo il Comune dimostra che si poteva intervenire molto prima e che per troppo tempo si è scelto di guardare altrove”, ha dichiarato Negrini. FdI punta il dito anche sulla gestione del post-sgombero a San Pancrazio, parlando di un trasferimento avvenuto all’insaputa dei residenti e dello stesso parroco: “Così si corre il rischio che la toppa sia peggiore del buco”, incalza il capogruppo, annunciando a sua volta un’interrogazione per chiarire i piani futuri e i costi per la collettività.
Soddisfazione è stata espressa dalla Lega, che da oltre dieci anni sollecitava la chiusura di quello che definisce un luogo di concentrazione di attività illegali. Il capogruppo Giovanni Bertoldi e la segretaria Caterina Bedostri hanno ringraziato il sindaco per un impegno che va verso il ripristino di una legalità considerata “non negoziabile”. Il Carroccio ribadisce che il modello delle microaree autorizzate ha senso solo se accompagnato da una ferma opposizione agli insediamenti abusivi, avvertendo della necessità di blindare il sito appena sgomberato: una volta ripulita, sottolinea la Lega, sarà fondamentale mettere l’area in sicurezza con adeguati sistemi di chiusura per scongiurare nuove e rapide occupazioni.
A chiudere il cerchio è Modena Civica, che guarda oltre la stretta operazione di polizia. “Lo sgombero di questa mattina del campo nomadi abusivo di San Matteo è sicuramente una buona notizia, che però non esaurisce un problema di integrazione ben più ampio, troppe volte affrontato solo a parole”, sottolineano Katia Parisi e Rosario Maragò. La lista civica ricorda di aver già depositato una mozione che propone una strategia in tre fasi: si parte da una mappatura delle microaree e dalla creazione di un gruppo di coordinamento permanente, per arrivare alla stesura di un vero e proprio Piano d’Inclusione Comunale. L’obiettivo a medio-lungo termine è il superamento dei campi, favorendo l’inserimento abitativo, lavorativo e scolastico, il tutto supportato da un monitoraggio costante con i cittadini.
Source link



