“No alla guerra”, oltre 3000 bambine e bambini a Genova per la marcia per la pace
Genova. Sono oltre 3mila, mille in più dell’anno scorso, le bambine e i bambini delle scuole genovesi che questa mattina hanno partecipato alla marcia per la pace organizzata dalla comunità di Sant’Egidio. Un’adesione straordinaria sicuramente motivata dal tragico momento storico e in particolare dal perdurare dei conflitti in Iran, Ucraina e Palestina.
“Facciamo la pace?!”, l’appello e il titolo della manifestazione che ha visto la partecipazione di un centinaio di classi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado della città metropolitana di Genova.
“L’evento – spiegano gli organizzatori – patrocinato dal Comune di Genova e dall’ufficio scolastico regionale per la Liguria, intende raccogliere i più piccoli, i loro insegnanti ed educatori attorno alla memoria delle ferite dei conflitti armati di ieri e di oggi e promuovere tra le nuove generazioni il ripudio affermato nella Costituzione della guerra “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
La marcia è iniziata al porto antico, luogo simbolo, davanti alla statua di Gandhi al Mandraccio. Dopodiché le classi, con striscioni e cartelli, hanno “rumorosamente” invaso le strade fino a piazza Matteotti.
Gli studenti, di tante diverse nazionalità, portavano in mano i nomi di tutti i Paesi in cui è in corso una guerra. Il corteo era aperto dallo striscione: “La pace è il futuro”.
Al termine del corteo anche la testimonianza di Mohammad, un ragazzo afgano di 28 anni: “Il mio paese è colpito dalla guerra da tanti anni. Tutto è pericoloso: le bombe, il terrorismo, ma anche la fame e la povertà. I bambini sono senza istruzione e vivono una vita difficile. Invece di giocare, di studiare e di vivere la loro infanzia, hanno problemi da adulti e devono scappare sempre. Io sono stato uno di questi bambini. Non sono mai andato a scuola. Allora mi sono fatto una promessa: ‘Quando arriverò in un posto sicuro, la prima cosa che farò sarà andare a scuola‘. In Italia, dove la guerra è lontana, ho imparato la lingua, ho studiato. Era il mio sogno ed è diventato realtà. Ancora oggi cerco sempre di migliorare e di costruire una vita migliore”.
In piazza Matteotti, dove è arrivata per un saluto anche l’assessora comunale alle Scuole Rita Bruzzone, poi le testimonianze di ragazzi e ragazze, la lettura dell’appello di pace, musica. In concomitanza con la manifestazione anche l’iniziativa “Call for memory. Ricordare la guerra per difendere la pace” con la quale Sant’Egidio sta raccogliendo le testimonianze degli anziani che hanno vissuto il secondo conflitto mondiale e delle persone immigrate da paesi in guerra.





