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Nidi e scuole dell’infanzia, a Roma arriva “Tuttomondo”: bando sulla mediazione culturale per il terzo settore, domande entro il 7 ottobre

Accogliere i più piccoli, abbattere le barriere della lingua prima ancora che diventino ostacoli e spiegare alle famiglie che il nido è un diritto aperto a tutti: la sfida dell’integrazione a Roma parte dai primissimi anni di vita.

Si chiama “Tuttomondo – Un ponte tra culture per un’educazione inclusiva fin dalla prima infanzia” ed è il nuovo bando lanciato da Roma Capitale, rimasto aperto per le candidature fino al 7 ottobre. L’iniziativa, destinata ad attivare il servizio di mediazione linguistica e culturale nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali nel corso del 2027, punta a coinvolgere capillarmente i servizi educativi di tutti i Municipi capitolini.

A spiegare il senso profondo dell’operazione è l’assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, Claudia Pratelli, la quale chiarisce come il bando nasca da una scelta politica e culturale precisa: considerare le diverse lingue e storie che abitano la città non come un problema da gestire, ma come una risorsa da valorizzare.

“In questi anni abbiamo già costruito strumenti importanti, come ‘Rimuovere gli ostacoli’, per sostenere l’inclusione e l’accoglienza di ragazze e ragazzi con background internazionale nelle scuole della città” – afferma l’assessora Pratelli -. “Con Tuttomondo scegliamo di rafforzare questo lavoro partendo ancora prima, dai nidi e dalle scuole dell’infanzia, perché è nei primi anni di vita che si pongono le basi della relazione con gli altri, dell’appartenenza e della cittadinanza”.

Il proposito è anche quello di scardinare l’idea del nido come semplice supporto per i genitori lavoratori. Per l’amministrazione capitolina, infatti, il servizio educativo della prima infanzia rappresenta un’opportunità di crescita insostituibile per ogni bambino. “Vogliamo anche avvicinare al nido quelle famiglie che, per storia, cultura o per una minore conoscenza dei servizi, oggi vi accedono meno” – continua Pratelli- “il nido non è soltanto uno strumento di conciliazione per gli adulti, è prima di tutto un diritto e una straordinaria opportunità educativa per bambine e bambini. Questa è soprattutto un’idea di città: Roma è casa ed è capace di tenere insieme le differenze, creare legami e trasformare la pluralità in una ricchezza collettiva”.

Chi può partecipare e quali sono gli obiettivi

L’avviso pubblico si rivolge direttamente al mondo del terzo settore e del privato sociale: a poter presentare la domanda sono imprese, cooperative e associazioni dotate di comprovata esperienza e competenze nel campo dell’inclusione. L’intervento è pensato per calarsi nelle singole realtà territoriali, tenendo conto dell’effettiva presenza di bambini con background internazionale nei diversi quartieri. Gli scopi della misura toccano più livelli del tessuto sociale cittadino:

  • sostenere l’ingresso e la frequenza dei piccoli e dei loro genitori nella vita scolastica, prevenendo fin dall’inizio possibili forme di isolamento o disagio;
  • affiancare educatori e docenti, fornendo alle équipe pedagogiche strumenti e competenze specifiche per gestire la pluralità culturale in aula;
  • promuovere la conoscenza dei servizi, avvicinando al nido quelle famiglie straniere che spesso, per barriere linguistiche o scarsa informazione, tendono a fruirne meno.

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