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Neurochirurgia, ecco come funzionerà la nuova struttura unica Perugia-Terni

Dalla governance alla gestione delle risorse umane fino agli aspetti economici e non solo. Sono questi alcuni dei punti al centro della convenzione, approvata nelle scorse ore dagli ospedali di Perugia e Terni, che disciplina il funzionamento della Struttura complessa di Neurochirurgia, diretta da Carlo Conti e frutto della fusione tra le due strutture decisa nel 2024.

La convenzione Un accordo che recepisce quanto previsto dalla precedente giunta, che ha stabilito il superamento delle due precedenti strutture autonome e la nascita di un unico assetto organizzativo con sede amministrativa a Terni. La riorganizzazione punta a creare un sistema integrato per la gestione delle attività neurochirurgiche, mantenendo però l’assistenza garantita in entrambi gli ospedali. La nuova struttura avrà quindi una direzione unica, ma continuerà a operare sia a Perugia sia a Terni attraverso équipe composte da professionisti delle due aziende.

Obiettivi e ruoli Tra gli obiettivi ci sono l’unificazione della guida clinica e assistenziale, la condivisione delle competenze e delle tecnologie disponibili e un utilizzo più efficiente delle risorse già presenti. La scelta nasce dalla necessità di superare una gestione separata delle attività e di favorire un coordinamento unico per una disciplina caratterizzata da elevata complessità organizzativa e assistenziale. Il direttore della Struttura assume un ruolo centrale nel nuovo modello. A lui spettano il coordinamento del personale medico delle due aziende, la programmazione delle attività, la definizione degli obiettivi annuali e il confronto con le direzioni generali per la gestione del budget. Il direttore coordinerà inoltre il personale infermieristico e di supporto, in raccordo con le strutture organizzative delle due aziende.

I medici I professionisti manterranno il rapporto di lavoro con l’azienda di appartenenza. I dipendenti dell’ospedale di Perugia resteranno quindi in carico a Perugia, così come quelli di Terni continueranno a fare riferimento alla propria azienda per gli aspetti contrattuali ed economici. Il nuovo modello prevede però una maggiore flessibilità: il personale potrà essere inserito in équipe miste e svolgere attività in entrambe le sedi ospedaliere sulla base delle esigenze del servizio.

Spostamenti La convenzione disciplina anche gli aspetti legati agli spostamenti del personale. In caso di attività svolte nella sede diversa da quella di appartenenza sono previsti rimborsi per le spese di viaggio e, quando necessario, il rimborso del pernottamento per trasferte superiori alle 12 ore. Le prestazioni aggiuntive o svolte in regime libero-professionale saranno invece regolate attraverso rapporti economici tra l’azienda che ospita l’attività e quella da cui dipende il lavoratore. La responsabilità per eventuali danni derivanti dall’attività assistenziale resterà collegata alla sede in cui viene erogata la prestazione.

I dati Quanto ai dati dei pazienti, le due aziende opereranno in regime di contitolarità nel trattamento delle informazioni personali. Per rendere effettiva l’integrazione operativa poi, la convenzione prevede inoltre l’accesso del personale ai sistemi informatici di entrambe le aziende, oltre alla possibilità di usufruire di servizi come mense, parcheggi, divise e spogliatoi nelle due strutture ospedaliere. Saranno utilizzati anche sistemi di rilevazione delle presenze validi per entrambe le sedi, così da monitorare le attività svolte.

I numeri Secondo quanto comunicato mesi fa a Perugia dai vertici di Regione e Santa Maria in occasione del nuovo assetto post Covid del reparto (per un periodo accorpato con Ortopedia), a Perugia gli interventi sono passati da 659 nel 2023 a 765 nel 2024, fino a 915 nel 2025. In due anni l’aumento è stato costante, prima del 16 per cento e poi del 20 per cento. Allo stesso tempo sono cresciuti i pazienti con patologie di alta specialità, da 340 dimessi nel 2023 a 554 nel 2025 (soprattutto casi oncologici, vascolari e spinali complessi). L’attività complessiva della struttura interaziendale ha superato nel 2025 i 1.700 interventi e le 6.000 prestazioni ambulatoriali.

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