Abruzzo

“Nessuno può negare il mio operato”


Mario Colantonio, 61 anni e più di metà della vita trascorsa in politica, è il candidato sindaco con cui la Lega si presenta divisa dal centrodestra alle elezioni amministrative a Chieti. Funzionario tecnico della Provincia di Chieti, ex assessore della giunta Di Primio, al quarto mandato elettorale al Comune di Chieti Colantonio giunge all’appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio 2026 da protagonista. Ha il sostegno, oltre che del suo partito, rappresentato in consiglio comunale, di Azione politica e Udc.

Consigliere Colantonio, perché ha deciso di candidarsi a sindaco di Chieti in questo momento?
Perché in questo particolare momento storico della nostra città occorre una guida esperta che conosca la macchina amministrativa in ogni sua componente e si dedichi al lavoro quotidiano per raggiungere gli obiettivi prefissati, rispettando i cittadini e operando per bene comune.

La Lega, che sembrava dovesse correre completamente da sola al primo al turno, oggi è sostenuta da Azione politica e dall’Udc. Lei si sente più il candidato dell’unione o della divisione del centrodestra?
Io sono il candidato del centrodestra perché nessuno può negare il mio operato, il lavoro prodotto ed il mio ruolo nel centrodestra in 32 anni di attività politica finalizzata alla crescita di tutti.

Aspirate alla vittoria al primo turno? E in caso di eventuale ballottaggio potreste riunire il centrodestra?
Si lavora per cercare di ottenere il miglior risultato possibile e la collocazione naturale dello schieramento che appoggia la mia candidatura è sicuramente quella di centrodestra.

Una mano sul cuore e un assunto: “il sindaco del fare”. Come sta vivendo queste settimane che la separano dall’importante appuntamento alle urne?
Con un grande impegno che ti dà soddisfazioni quotidiane, dando risposte ai cittadini che credono nella mia persona e lo dimostrano con saluti, sorrisi, strette di mano e incoraggiamenti di credere in me e con la piena consapevolezza di riporre la loro fiducia ad un vero sindaco del fare.

Lei che vive da sempre il centro storico ha toccato con mano i cambiamenti e le difficoltà degli ultimi decenni tra negozi chiusi, carenza sempre più forte di parcheggi e calo dei residenti: da dove ripartirebbe per la sua Chieti?
In primis la conclusione nel più breve tempo possibile dei lavori del Terminal di Via Gran Sasso che procedono con colpevole ritardo da oltre 5 anni e in assenza del quale manca il primo e unico parcheggio rimasto a beneficio del centro storico. Conclusione che include anche la piena fruibilità della scala mobile che è l’unico elemento di congiunzione e buon funzionamento del tpl, nella consapevolezza purtroppo che ci vorranno ancora due anni per poter avere un’opera finita e funzionante. E ancora: partire subito con la gara del parcheggio multipiano di via Ciampoli ,anche questo finanziato e progettato, ma ancora “al palo ” da troppi anni. Creare incentivi per giovani coppie, che tornino a ripopolare la residenzialità del centro storico che dovrà viaggiare parallelamente al miglioramento dei servizi scolastici e alla persona.

Anche Chieti Scalo chiede soluzioni in tema di viabilità, parcheggi e servizi, in particolare per il distretto sanitario di base che è chiuso da tempo. Quali sono gli interventi urgenti nel programma? 

Il distretto sanitario di base quale priorità deve essere collocato nelle strutture comunali già presenti a piazza Carafa nell’edificio prospiciente l’attuale asilo riaperto qualche mese fa. Anche in questa piazza c’è un parcheggio interrato finanziato, progettato, ma anch’esso “al palo ” da troppi anni; nella delegazione dello scalo devono necessariamente essere completati i servizi in favore dei cittadini. Un altro intervento è riacquisire le aree del consorzio industriale ormai totalmente fuse nel tessuto urbano cittadino, ma che di fatto bloccano la crescita e lo sviluppo anche residenziale in quei luoghi.

Strade, manutenzioni e decoro urbano sono temi molto sentiti: che tempi si dà per risultati visibili?
Almeno per I primi 3 anni di amministrazione bisognerà concentrare tutte le risorse economiche dei programmi annuali e pluriennali sul risanamento e rifacimento di gran parte delle reti viarie di competenze comunali che sono di circa 253 chilometri ed è quindi facilmente deducibile che poco si potrà fare con un mutuo assunto per 1 milione e mezzo di euro, dei quali purtroppo beneficeranno pochi tratti stradali e anche pochi cittadini. Stesso discorso vale per il decoro urbano e cura del verde in tutti i contesti cittadini con particolare attenzione alla villa comunale villa Frigeri) il più grande parco pubblico d’Abruzzo.

Come trattenere giovani e famiglie che spesso scelgono di andare via o spostare la residenza nei comuni limitrofi?
Offrendo maggiori servizi e incentivi. Questo fenomeno dello spopolamento rappresenta una piaga per il centro storico e i giovani che sono fortemente scoraggiati. Bisogna creare una sorta di sostegno, come quello adottato per evitare lo spopolamento dei piccoli borghi, incentivo economico per permanenza quinquennale con residenza a Chieti, incentivi per chi mette al mondo un figlio che è un residente in più; in definitiva, anche una sorta di no tax area per i nuovi residenti oltre che per le aperture di nuove attività.

Lei ha detto di ispirarsi a Nicola Cucullo che è stato sindaco a Chieti negli anni Novanta, per ben undici anni, ma quanto del suo modello governativo può essere applicato nella città che oggi ambisce ad amministrare?
Il sindaco Cucullo ha ispirato da sempre la mia azione e il mio operato politico. L’amore vero per la città, la competenza nel programmare ed eseguire lavori pubblici, la capacità di creare economia ed investimenti in una Città in ginocchio dopo tangentopoli. Lui acquistò il Supercinema, il cinema Eden, palazzo Massangioli, l’ex sede Inps in viale Amendola che è attualmente la sede più importante del Comune con uffici di rilievo. Bene, questo è l’esempio che bisogna seguire: valorizzare la propria città, renderla competitiva nel contesto regionale e tornare ad essere un capoluogo di Provincia ricco di storia, di identità e di bellezze storico monumentali da offrire ai visitatori. Chieti è Chieti e sicuramente non avrà nessuna annessione o pseudo annessione con Pescara. A ognuno il suo.

Dai banchi dell’opposizione qual è il suo giudizio sull’amministrazione uscente di Chieti? Cosa salverebbe e cosa cambierebbe nettamente?
Un’amministrazione che sostituisce il proprio sindaco dopo 5 anni e 8 mesi di governo cittadino per candidare un altro si boccia da sola. Il sindaco deve imporre la programmazione e le idee sul territorio comunale se vuole risolvere qualche cosa per i cittadini; pretendere investimenti dalle Asl e Regione per il miglioramento dell’ospedale clinicizzato, dei suoi servizi e, soprattutto, per una realizzazione di adeguato parcheggio, basta un bipiano, per i fruitori. Anche con l’Aca il sindaco del Comune capoluogo, che costituisce il secondo socio, deve pretendere maggiori investimenti e lavori concreti.

Primo giorno da sindaco: qual è la prima decisione o il primo dossier su cui Colantonio metterebbe mano?
La soluzione del dissesto del quartiere Santa Maria – via Arenazze che racchiude tanti, forse troppi, misteri.


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