Nessun camorrista negli uffici comunali

“Nessun rapporto di Piero Cappello col mondo criminale nè si è mai registrata la presenza dell’imprenditore Tullio Iorio all’interno dei comuni oggetto d’indagine o che sia mai stato fermato in compagnia di camorristi”.
E’quanto emerso dalle dichiarazioni dei del comando provinciale di Caserta rese nel processo a carico dell’ex sindaco di Calvi Risorta Giovanni Rosario Lombardi e di altre dodici persone coinvolte nell’inchiesta della Dda di Napoli su appalti truccati e somme di denaro distratte per eludere le disposizioni antimafia nel municipio caleno.
Dinanzi alla terza sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Luciana Crisci con a latere Valerio Riello e Luca Vitale dal controesame dei militari è emerso che “la presenza di Iorio è stataa accertata sollo nella sede casertana della Cgs e non altrove”.
I carabinieri poi hanno chiarito che la loro attività si è concentrata sul sitema utilizzato per l’assegnazione delle gare che da contestazione della Dda di Napoli sarebbe stato manomesso per ‘dare spazio’ a ditte di ‘favore’.
Gli ufficiali dell’Arma hanno poi riferito dell’episodio della microspia trovata dal vicesindaco Giuliano Cipro che risposnde dell’accusa di favoreggiamento nell’ufficio del dirigente dell’Utc di Calvi Risorta. “La microspia fuinstallata nelle prese, vennesegnalata il 24 luglio del 2021 e trovata il 27 luglio da Cipro. Si diresse direttamente verso la presa e con l’utilizzo di uno jammer la individuò. Non fu fatto però nulla per danneggiarla o disattivarla. La disattivammo noi ad agosto”, hanno riferito i testi chiarendo poi che “della vicenda della microspia se ne parlò a settembre negli uffici della Cgs ed era già stata fatta la perquisizione”. Si torna in aula nel mese di maggio per il prosieguo del controesame dei testi.
Sono finiti sotto processo l’ex primo cittadino di Calvi Risorta, Giovanni Rosario Lombardi, il vicesindaco Giuliano Cipro; l’ex presidente del Consorzio Asi Pietro Cappello; gli imprenditori Francesco Verazzo, Raffaele Pezzella, Tullio Iorio, Francesco Di Fiore, Gennaro D’Ascenzio, Carlo D’Amore, Carmine Petrillo; per i tecnici e i dipendenti Carlo De Caprio, Giuseppe Napoletano, Massimo Di Stefano.
Le accuse mosse dai sostituti procuratori della Dda partenopea Graziella Arlomede e Maurizio Giordano, vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, turbativa d’asta, turbata libertà della scelta del contraente, falso in atto pubblico, false dichiarazioni rese a pubblico ufficiale, riciclaggio, favoreggiamento, intestazione fittizia di società.
Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giuseppe Stellato, Giuseppe De Angelis, Ferdinando Letizia, Vincenzo Alesci, Claudio Sgambato, Marco Acampora, Caterina Maria Rosaria Ursillo, Federico Conte, Maddalena Napolano per il comune di Calvi Risorta.
Source link




