Calabria

Scandale, si è dimessa la vicesindaca Maria Fernanda Giovinazzi. “Clima di ostilità nei mie confronti”

Si è dimessa da vicesindaco Maria Fernanda Giovinazzi, che passa all’opposizione. Con una lunga lettera inviata al sindaco Antonio Barberio, la ormai ex amministratrice comunale ha motivato le ragioni di questa decisione che “nasce da profonde divergenze politiche, amministrative e morali maturate nel corso di questi anni. Sin dall’inizio, però, ho percepito un clima di ostilità e delegittimazione nei miei confronti. Nel corso di questi anni ho assistito a situazioni che considero gravi: rapporti difficili con imprese e professionisti locali, scelte amministrative discutibili, mancato rispetto del principio di rotazione negli incarichi e ditte portate all’osso fino a rifiutare persino di lavorare con il Comune, disagi arrecati ai cittadini a causa di lavori pubblici non completati o mal gestiti, oltre a un metodo amministrativo spesso confuso e poco trasparente”.

La consigliera Giovinazzi cita poi alcuni casi, come la vicenda di “due professionisti con incarico di collaborazione a tempo determinato, unita alla scelta di procedere con il rinnovo di incarichi a persone esterne alla nostra comunità e amici di partito. Ritengo grave che giovani professionisti del nostro paese vengano messi da parte”. Poi, la Giovinazzi parla dei tis tirocinanti “mortificati, denigrati, fino a non volere firmare le loro presenze, sempre per questioni di politica, di non simpatia. Cinque cittadini di Scandale sono a casa per una politica di scelleratezza”. E rivolgendosi al sindaco aggiunge: “quando le ho fatto notare queste cose, le risposte sono state sempre al limite della decenza. In questi tre anni ho visto un modo di fare politica che non mi appartiene e che non condiviso. Una politica distante dal popolo, dalle esigenze reali della comunità e troppo spesso orientata a tutelare interessi di parte e amicizie politiche, anziché valorizzare le competenze e le risorse locali. Per non parlare delle Giunte comunali fatte senza preavviso dietro una chiamata whatsapp senza conoscere neanche l’oggetto delle stesse, non rispettando i principi di trasparenza e democraticità”


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