Trentino Alto Adige/Suedtirol

Bolzano, il posto sul bus occupato dalla borsa: mutilato di guerra deve restare in piedi – Bolzano



BOLZANO. Sale sul bus con difficoltà, aggrappandosi ai sostegni per riuscire a superare i tre scalini del mezzo, ma nessuno gli offre aiuto né un posto a sedere. A raccontarlo, in una lettera carica di amarezza ma anche di riconoscenza verso chi si comporta diversamente, è Renzo Magagnin di Bolzano, mutilato di guerra.

«Alcuni giorni fa sono salito sul bus e, faticando per i tre scalini, sono entrato», scrive. «Preciso che sono senza una gamba dal 1945». Un dettaglio che rende ancora più pesante la scena descritta nella sua testimonianza.

L’uomo racconta di essersi «attaccato con tutte le forze ad ogni appiglio» per riuscire a raggiungere quello che sembrava un posto libero. «No, era occupato dalla borsa di una signora sui 50-60 anni», prosegue. «Non ha mostrato segni di aiuto, anzi ha ignorato le mie suppliche visive».

Da qui lo sfogo affidato alla lettera. «Quando le capiterà di trovarsi come me in quella situazione non imprecherà con chi è maleducato, come ha fatto con me», scrive ancora, denunciando un episodio che riaccende il tema dell’attenzione verso anziani e persone con disabilità sui mezzi pubblici.

Nelle ultime righe, però, il tono cambia e lascia spazio anche alla gratitudine. «Ad onor del vero», sottolinea Magagnin, «nei giorni precedenti mi sono trovato con persone molto diverse e le ho ringraziate, come ripeto ora».




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