Calabria

Natuzza, l’abbraccio dei pellegrini a 102 anni dalla nascita della mistica

A 102 dalla nascita, Natuzza Evolo è stata ricordata ieri per tutta la giornata dai suoi figli spirituali, molti dei quali si sono convertiti proprio grazie alla mistica con le stimmate. Tante fino a sera sono state le visite alla sua tomba, sita nella cappella della fondazione, e tanti sono stati i fedeli, provenienti in larga da parte dalla Calabria, dalla Campania e dalla Sicilia, che in mattinata hanno partecipato – al santuario mariano dedicato al “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime” – alla celebrazione eucaristica in suo ricordo, presieduta dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Attilio Nostro.

Il presule ha rimarcato con forza la figura luminosa di Fortunata Evolo e in particolare la sua obbedienza come grande valore e amore verso Dio – che ha caratterizzato anche il percorso di san Pio -, che non è mai venuta meno neppure nei momenti più difficili della sua vita. Come in occasione del suo ricovero in manicomio disposto da padre Agostino Gemelli, il quale senza avere mai esaminato di persona Natuzza classificò, in anni ormai lontani, le sue manifestazioni come “fenomeni di isterismo”, prospettando alla Curia vescovile di Mileto come unica soluzione, per approfondire adeguatamente il caso, il ricovero della giovane in una casa di cura in quel di Reggio Calabria.
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