Montecitorio, seduta fiume nella notte per blindare il decreto sicurezza: insorge l’opposizione
Dopo il voto di fiducia arrivato ieri e in attesa del Consiglio dei ministri che approvi un decreto parallelo per sanare il passaggio sui rimpatri finito nel mirino del Quirinale, la maggioranza blinda il percorso del decreto sicurezza ottenendo una maratona notturna a Montecitorio. La richiesta della seduta fiume, avanzata dal deputato di FdI Gianluca Vinci, ha fatto insorgere l’opposizione.
Dopo la riunione dei capigruppo l’Aula della Camera ha votato, su proposta della maggioranza e con 66 voti di differenza, di procedere in modalità “fiume” fino al voto finale. “Siamo molto contrari a questa scelta, che è in contrasto con il regolamento e con la prassi – ha protestato, per primo, dai banchi dell’opposizione Marco Grimaldi di Avs -. Vi inventate pure una tagliola sugli odg per far sì che ora quell’emiciclo (la maggioranza, ndr) andrà via e domani si riprenderanno i lavori solo con 100 votazioni. Ma è normale fare queste forzature?”. “L’ennesima forzatura”, “tagliate il confronto perché non siete capaci di difendere questa legge”, “è una delle pagine più brutte” per la Camera, gli ha fatto eco Chiara Braga del Pd.
Per Riccardo Ricciardi del M5s “è incomprensibile questo sfregio alla Costituzione”. “La maggioranza chiede una seduta ininterrotta per scappare dalle sue responsabilità e scappare dal Parlamento. Perché è quello che accadrà tra pochi minuti”, gli ha fatto eco il leader di +Europa Riccardo Magi. Fabrizio Benzoni di Azione “l’ostruzionismo lo sta facendo la maggioranza”. “Una forzatura”, “un modo scomposto di procedere in Aula”, ha concordato anche Roberto Giachetti di Italia Viva.
Come è stato spiegato in capigruppo, i voti sugli ordini del giorno al decreto sicurezza riprenderanno alle 10.30 e la votazione finale del provvedimento si svolgerà non prima delle 11.30 di venerdì.
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