Marche

«Mms, cda da azzerare devono cadere le teste. Biancani lasciato solo»


PESARO E così mentre si sta risolvendo l’emergenza idrica, a pochi minuti dalla fine di questa lunghissima partita arriva l’assist al sindaco. Il centrodestra pesarese non aspetta i tempi supplementari di un derby sudato (anche perché per giorni farsi una doccia è stato peggio che fare triplete) e nemmeno i rigori: l’azione arriva a campo aperto. «Biancani è stato lasciato solo, ora si azzeri l’intero cda di Marche Multiservizi». Un’apertura, come un esotico e onirico campo largo, anche perché allo Stadio Benelli non si può, una partita così densa non la conterrebbe. 

Campo da gioco, quasi largo

«Bene le scuse del sindaco Biancani alla città, ma ora servono fatti concreti, assunzione di responsabilità e soprattutto una vera svolta. Dopo quello che Pesaro ha vissuto in questi giorni, con migliaia di cittadini rimasti senz’acqua, attività in difficoltà e un danno d’immagine enorme per la città, non possiamo pensare che tutto si chiuda con le scuse, qualche annuncio e l’eterna promessa di nuovi investimenti». Adirlo sono I gruppi consiliari di Fratelli d’Italia (Michele Redaelli, Daniele Malandrino, Serena Boresta, Cristina Canciani e Giovanni Corsini), Forza Italia (Antonio Bartolomei e Mauro Marinucci), Lega (Dario Andreolli), Pesaro Svolta (Marco Lanzi e Giulia Marchionni) e il consigliere Giovanni Dallasta del Gruppo Misto. Per loro Biancani «deve farsi promotore di una scelta precisa con l’azzeramento dell’intero Consiglio di amministrazione della multiutility, a cominciare dal suo presidente Luca Ceriscioli, che lo stessoha nominato». Per il centrodestra «non è una richiesta dettata dalla volontà di individuare un capro espiatorio, ma dalla necessità di dare un segnale politico forte alla città. La città non accetta che questa vicenda finisca nel dimenticatoio e pretende che dagli errori e dalle criticità emerse si tragga una conseguenza politica. Altrimenti le scusa servono a poco». Anche sugli investimenti dall’apposizione concordano con la fascia tricolore: «Accogliamo positivamente la volontà di procedere finalmente con un piano di investimenti straordinario sulla rete idrica e di richiedere equilibrio ed investimenti all’interno dell’Aato». E chiedono al sindaco il «coraggio» di mettere in «discussione la strategia seguita fino ad oggi. Non si possono chiedere investimenti straordinari continuando contemporaneamente a considerare gli utili di Mms come risorse da distribuire attraverso i dividendi. E il problema, sia chiaro, non è nato venerdì. Si trascina da oltre un decennio».

Il nuovo corso

«Matteo Ricci – proseguono – si è totalmente disinteressato della questione visto che ha pensato solo a feste, biosfere, eventi e progetti di immagine». Per il centrodestra Biancani oggi pone anche una questione importante quando parla della necessità di riequilibrare gli investimenti all’interno dell’Aato. Per questo «è giusto che il capoluogo faccia valere il proprio peso e difenda gli interessi dei propri cittadini, così come è giusto che le infrastrutture strategiche per l’intero territorio vengano finanziate secondo criteri di priorità e di effettiva necessità.

Richieste stellari

Anche per Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale la crisi idrica di Ferragosto è «inaccettabile» e aggiunge: « Tiviroli si dimetta, gli utili vadano investiti nelle reti e nella qualità del servizio, non distribuiti ai privati. L’acqua torni veramente pubblica». Sui rubinetto a secco aggiunge: «Non non sono frutto della sfortuna o della semplice siccità, ma rappresentano l’ennesimo fallimento di una gestione aziendale da anni inadeguata. Di fronte a questo grave disservizio, chiedo formalmente le immediate dimissioni dell’amministratore delegato di Mms. La sua governance, che dura da più di 20 anni, si è dimostrata guidata unicamente dalla logica del profitto e della spartizione dei dividendi. A questo si aggiungono le inaccettabili forzature della sua gestione, tra cui spicca la volontà di realizzare la maxi discarica di Riceci, portata avanti in aperto conflitto con gran parte delle politica istituzionale del territorio».




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