Friuli Venezia Giulia

A Trieste giovanissimi musicisti si cimentano con l’improvvisazione

20 agosto 2026 – ore 8:30 A Trieste prende vita un’iniziativa educativa e musicale unica nel suo genere: si tratta di Improgenia Young, collettivo guidato d’improvvisazione musicale interamente dedicato ai bambini e ai ragazzi. Il progetto, che in città non ha precedenti, porta la firma del musicista ed educatore Gabriele “Lele” Pistrin, fondatore della band “Judy Lee” e di recente apprezzato sul maxischermo del programma TV The Voice Generations insieme alla figlia Luisa. Improgenia Young nasce come costola “Under 16” dell’ormai consolidato gruppo per adulti Improgenia, che conta già circa venti elementi attivi in città. Il percorso punta sulla collaborazione e sulla socializzazione attraverso la musica d’insieme, offrendo ai ragazzi anche la possibilità di cimentarsi nella direzione del gruppo. È un’esperienza ideale sia per chi cerca uno spazio di libera espressione oltre allo studio tradizionale, sia per cantanti, autodidatti e giovani talenti. Con un approccio del tutto pratico e dinamico, le lezioni esploreranno armonia, melodia e ritmo, approfondendo concetti chiave come l’interazione, l’unisono e l’accompagnamento. Il tutto sarà arricchito da momenti di puro divertimento e giochi di gruppo a tema musicale.

Lo stage gratuito di settembre

Per lanciare questa nuova esperienza, l’associazione Loveallacoque promuove uno stage promozionale completamente gratuito previsto da martedì 1 a venerdì 4 settembre, con orari 10-12 e 14-16, che culminerà nell’esibizione finale di sabato 5 settembre alle ore 17. L’iniziativa, che si terrà negli spazi attrezzati della sede di via Vasari 19 a Trieste, è rivolta a giovani dagli 8 ai 16 anni che hanno già dimestichezza con uno strumento musicale o il canto. Pur essendo l’evento a ingresso libero, la prenotazione è obbligatoria: per partecipare è possibile contattare gli organizzatori al numero 3683715858, telefonicamente o con un messaggio su WhatsApp.

Il metodo della “conduction” e la musica d’insieme

Alla base di Improgenia Young c’è la conduction, un metodo nato negli anni ’80 negli Stati Uniti ideato da Butch Morris e rivisitato in chiave moderna da Pistrin. Durante le sessioni, il direttore guida l’ensemble tramite gesti, segni e simboli, regolando elementi quali dinamiche, entrate, pause e cambi di tempo. “Rispetto alla conduction classica, che si muove spesso nell’ambito della musica atonale e contemporanea, ho preferito reintrodurre l’armonia e la melodia ancorandole a canoni pop, rock, funk ed etno-folk per rendere il tutto più fruibile e divertente”, spiega Pistrin. Per i ragazzi si tratta di un’opportunità straordinaria di crescita: oltre a sperimentare la direzione di un gruppo, sviluppano intuito, coordinazione, rispetto dei ruoli ed elevata capacità d’ascolto.

Ma come funziona in parole semplici la conduction, e come si insegna l’improvvisazione a bambini e ragazzi? “La conduction si basa su una serie di gesti e simboli usati dal conduttore”, spiega Pistrin. “Ci sono segni universali, come l’alzare o l’abbassare le mani per regolare il volume, e altri personali, introdotti dal singolo conduttore nel proprio percorso”. Per quanto riguarda l’improvvisazione rivolta ai giovanissimi, Pistrin coniuga il metodo con la sua sensibilità di educatore. “In realtà i bambini sono spesso più svegli e spontanei degli adulti: il trucco sta nel raccogliere qualsiasi spunto o idea ritmica e melodica che ti danno all’inizio per costruirci attorno il brano. Attraverso il simbolo del ‘cambio’, ad esempio, posso accendere o spegnere singole sezioni (fiati, chitarre, percussioni) o chiedere variazioni di tempo e d’armonia in quattro quarti, creando dinamiche vive e mai noiose”.

A chi è rivolto il progetto?

“Il corso si rivolge a chi ha già una minima padronanza di uno strumento o della voce”, spiega “Lele” Pistrin. “Non serve aver frequentato scuole di musica o essere virtuosi: il progetto è aperto anche a giovanissimi autodidatti e a bambini d’ingegno, quelli che a casa strimpellano a orecchio trovando le note da soli. L’importante è possedere le basi minime per tenere in mano lo strumento, fare una scala o un accordo. A differenza del jazz o del blues, dove ci sono sovrastrutture più rigide, qui si attinge all’istinto puro”. La chiamata è dunque aperta a tutti i giovani aspiranti musicisti: “Non cerchiamo uno strumento in particolare, la bellezza della conduction sta nella varietà delle sezioni e dei timbri che si riescono a orchestrare”.

Cosa impareranno gli aspiranti musicisti?

“Questa attività non si sostituisce allo studio tradizionale, ma rappresenta un valore aggiunto rispetto ai corsi più tradizionali”, sottolinea Pistrin. “Il primo vero vantaggio per i ragazzi è fare gruppo. Ma l’elemento chiave su cui lavoriamo è l’ascolto reciproco: per far crescere una frase musicale, si è costretti ad ascoltare attentamente ciò che fa il compagno. I ragazzi imparano che per far funzionare la musica non bisogna suonare sempre, ma serve anche sapersi fermare, ascoltare e collaborare. È un percorso altamente formativo dal punto di vista pedagogico, che sviluppa la spontaneità, l’empatia e la condivisione”.

E dopo lo stage?

“L’obiettivo primario del progetto è creare un collettivo stabile di giovani con un nucleo fisso, dando vita a una vera e propria versione ‘Young’ di Improgenia”, spiega l’educatore, immaginando il gruppo di musicisti esibirsi in diversi contesti cittadini. “Sui palchi futuri non pongo limiti: si potrebbe partire dalle palestre delle scuole, dai teatri o dalle manifestazioni cittadine. Ad esempio, con il gruppo degli adulti ci siamo esibiti nei cortili tra i condomini per la rassegna Trieste Estate Fuoricentro: mi piacerebbe molto portare anche i ragazzi a suonare in giro per la città, o magari farli esibire in apertura dei concerti del collettivo adulto. Da cosa nasce cosa”.

Articolo di Benedetta Marchetti




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