Economia

Ministero Giustizia su Ai: Copilot alle toghe solo in prova, serve conoscerlo

Una sorta di, singolare, opt out. Ma anche rassicurazioni su tempi e modalità d’uso, oltre all’annuncio di una formazione dedicata. Il ministero della Giustizia interviene, dopo le polemiche che hanno accompagnato l’inserimento nel pacchetto office a disposizione dei magistrati di Copilot, sistema di intelligenza artificiale targato Microsoft, a partire dallo scorso 1° gennaio. Una nota firmata dal capo del Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia, Antonella Ciriello, fornisce una serie di chiarimenti.

Finalità conoscitiva

Innanzitutto si sottolinea come l’iniziativa, considerata come una fuga in avanti del ministero, inaspettata e senza alcuna preparazione preventiva, non ha «incidenza sugli aspetti decisori dell’esercizio della funzione giurisdizionale, che resta integralmente rimessa alla responsabilità e all’autonomia del singolo magistrato, e si colloca nell’ambito del supporto all’attività del magistrato».

La sperimentazione, perchè di questo si tratta, osserva il ministero, ha una «finalità conoscitiva e pratica: consentire a chi lo desideri di comprendere direttamente il funzionamento degli strumenti di intelligenza artificiale generativa, valutarne limiti e potenzialità, ed esercitare una scelta consapevole e informata». E tuttavia il ministero avverte che la conoscenza dei sistemi di intelligenza artificiale non è più «rinviabile», vista l’ormai diffusa adozione da parte di tutti gli altri operatori del processo, naturali interlocutori di giudici e pm.

Base volontaria

La partecipazione da parte dei magistrati a questa fase sarà esclusivamente su base volontaria, ma toccherà a chi non intende utilizzare Copilot metterlo nero su bianco compilando un format: dopo la dichiarazione di volontaria esclusione Copilot sarà disattivato e verrà ripristinata la precedente configurazione.

Quanto all’utilizzo, questo può avvenire esclusivamente in ambito giustizia, limitando le interazioni ai contenuti presenti nell’ecosistema ministeriale oppure, su scelta consapevole dell’utente, anche con funzionalità di consultazione esterna. In ogni caso, resta nella piena disponibilità del magistrato decidere se, come e quando utilizzare lo strumento. Inoltre, ricorda la nota ministeriale, a venire assicurati sono gli standard di sicurezza, la segregazione dei dati e piena conformità alla normativa in vigore in materia di protezione dei dati personali.


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