Veneto

hanno 10 anni ! Arrivano in treno per rubare

Due bambini, rispettivamente di 10 e 11 anni, sono stati fermati sabato mattina mentre cercavano di introdursi in un appartamento. Il fatto è avvenuto a Padova, in zona Palestro.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, i due erano giunti in città in treno la mattina presto partendo da Bologna.

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A notare i minori è stata la proprietaria dell’abitazione, che si trovava in casa insieme al compagno. Per il caldo la donna aveva lasciato aperta la porta-finestra del soggiorno: uno dei due ragazzi era salito sul balcone e stava cercando di passare oltre il parapetto per entrare nell’appartamento quando la padrona di casa lo ha scoperto e ha dato l’allarme.

I due sono fuggiti, ma il compagno della donna li ha inseguiti lungo le strade del quartiere. L’uomo è riuscito a raggiungerli e a riportarli verso l’abitazione, trattenendoli fino all’arrivo della volante chiamata al 113.

All’arrivo della polizia i minori erano senza documenti e non hanno saputo fornire spiegazioni convincenti sulla loro presenza in zona.

Nel marsupio di quello che era stato visto sul balcone, però, gli agenti hanno trovato un cacciavite a taglio lungo 26 centimetri e un telefonino. Entrambi sono stati portati in questura per i rilievi e identificati e a quel punto è stato confermato: uno aveva 10 anni, l’altro 11.


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I ragazzi hanno dichiarato di essere cugini e di aver lasciato Bologna insieme nelle prime ore del mattino. Poiché in Italia i minori al di sotto dei 14 anni non sono imputabili penalmente, non sono stati presi provvedimenti giudiziari nei loro confronti.

Dal momento che nessun familiare si è reso disponibile a raggiungerli — un parente contattato ha riferito che i genitori erano in vacanza — la polizia ha informato le procure per i minorenni competenti, quelle di Bologna e di Venezia. Nel frattempo i due bambini sono stati affidati a una struttura di accoglienza di Padova, dove li ha presi in carico un operatore sociale.

In questura i minori sono stati sottoposti alle procedure di identificazione previste in questi casi, compresi i rilievi necessari per la documentazione. Le autorità locali hanno quindi avviato le comunicazioni agli uffici della giustizia minorile, come previsto per i casi in cui sono coinvolti soggetti non imputabili.

La Questura di Padova ha inquadrato l’episodio all’interno di un quadro più ampio: da tempo il reparto segue i reati predatori in città e ritiene il caso collegabile al fenomeno, già noyo, del coinvolgimento di minori molto piccoli in condotte di questo tipo.


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