Minacce e lancio di sassi e bottiglie, Daspo a sette giovani del «branco» – Cronaca
BRESSANONE. Dal divertimento di una serata in discoteca alla violenza, verbale e quindi fisica, poi il lancio di sassi e bottiglie fino all’intervento delle forze dell’ordine, le denunce per getto pericoloso di cose, minaccia, danneggiamento e ingiuria aggravati dai futili motivi e ora un bilancio di sette Daspo ad altrettanti giovani, con divieto per loro, per i prossimi tre anni, “di accedere o stazionare nei pressi della discoteca e di frequentare qualsiasi altro bar, birreria o locale di pubblico intrattenimento nelle vie limitrofe”.
Era successo a Bressanone, all’esterno della discoteca Club Max in via del Laghetto. I fatti, negli spazi fuori dal locale, risalgono al dicembre scorso, i provvedimenti sono stati ufficializzati ieri dal Comando provinciale Carabinieri Bolzano.
“Tutto è scaturito da un banale richiamo del personale di sicurezza, che aveva invitato un gruppo di avventori ad abbassare il volume di un dispositivo acustico portatile – riassumono l’episodio i militari dell’Arma – Per tutta risposta, i giovani, muovendosi con le logiche e la prepotenza tipiche del “branco”, hanno reagito con pesanti ingiurie e minacce fisiche, innescando una pericolosa escalation culminata in una pioggia di sassi e bottiglie scagliati nel cortile del locale e contro l’auto del gestore”.
L’intervento dei Carabinieri aveva riportato la calma ed erano cominciati gli accertamenti per ricostruire i fatti, cercare possibili motivazioni, accertare le responsabilità. “Grazie a una mirata attività di indagine condotta dai Carabinieri, supportata dalle identificazioni effettuate solo poche ore prima nei pressi delle scuole superiori per analoghi disturbi, sono stati successivamente individuati gli autori materiali dei disordini.
Questi soggetti – scrive ancora il Comando provinciale Carabinieri Bolzano – già noti alle forze dell’ordine per precedenti intemperanze, sono stati neutralizzati da una ferma risposta delle autorità su un doppio binario. Da un lato, è scattata la denuncia a piede libero all’autorità giudiziaria per i reati in concorso di getto pericoloso di cose, minaccia, danneggiamento e ingiuria, aggravati dai futili motivi; dall’altro, per stroncare ogni senso di impunità, su proposta da parte dei Carabinieri il questore Giuseppe Ferrari ha emesso un rigoroso Daspo Willy nei confronti dei sette giovani, vietando loro categoricamente, per i prossimi tre anni, di accedere o stazionare nei pressi della discoteca e di frequentare qualsiasi altro bar, birreria o locale di pubblico intrattenimento nelle vie limitrofe”.
Il Daspo Willy è una misura ideata per contrastare la violenza nelle manifestazioni pubbliche e sportive. Il nome ricorda il tragico pestaggio di Willy Montero a Colleferro, nel Lazio, nel settembre di sei anni fa. Il provvedimento è regolato dall’articolo 6 della legge n. 401 del 1989 e punta a tutelare la sicurezza e a prevenire comportamenti violenti, specialmente tra i giovani.
“Proprio l’impiego del Daspo Willy – conclude il Comando dell’Arma – si conferma in questa vicenda uno strumento di prevenzione di eccezionale utilità: colpendo in via amministrativa, permette infatti di tutelare immediatamente la collettività allontanando i soggetti socialmente pericolosi con tempistiche rapidissime, mettendo in sicurezza le attività commerciali”.
Come sottolineato dal Comandante della Compagnia Carabinieri di Bressanone Giuseppe Specchio, “l’applicazione tempestiva di questa preziosa misura rappresenta un segnale inequivocabile per smantellare le dinamiche da baby gang e ribadire che a Bressanone non c’è alcuno spazio per la legge del branco, garantendo così che la movida e i luoghi di aggregazione tornino a essere esclusivamente spazi di socialità sicura, liberi dall’arroganza dei pregiudicati”.




