Mimmo Lucano torna sindaco di Riace: sospesa la decadenza in attesa della Cassazione
Sulla carta era una decisione già esecutiva. Nei fatti, però, è durata poco più di due mesi. E Mimmo Lucano è tornato sindaco di Riace. Almeno fino a quando la Cassazione non stabilirà definitivamente la sua decadenza, intervenuta dopo la condanna per falso a 18 mesi, con pena sospesa, che ha chiuso il processo “Xenia”, nato da un’inchiesta sulla gestione dei progetti di accoglienza a Riace.
È quanto ha deciso la Corte d’Appello di Reggio Calabria che ha sospeso l’efficacia della propria sentenza con cui, lo scorso aprile, aveva confermato la decadenza di Mimmo Lucano dalla carica di sindaco di Riace in applicazione della legge Severino. In attesa del giudizio della Suprema Corte, quindi, il padre del “modello Riace” torna a esercitare le funzioni di primo cittadino. Il colpo di scena arriva dopo che la Prefettura di Reggio Calabria aveva già dato esecuzione alla sentenza d’Appello, disponendo il passaggio delle funzioni al vicesindaco. È proprio questo il punto sul quale si concentra l’ordinanza depositata dai giudici di Piazza Castello secondo cui l’esecuzione della sentenza di secondo grado, prima della sua definitività, determina un “danno grave e irreparabile”, perché priva Lucano del mandato conferitogli dagli elettori di Riace nel giugno 2024.
Un pregiudizio che, almeno fino alla pronuncia della Suprema Corte, giustifica la sospensione della decadenza nonostante il parere contrario espresso dalla Procura generale circa l’accoglimento dell’istanza presentata dagli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta. Lo scorso aprile, la stessa Corte d’Appello aveva respinto il reclamo di Lucano (che è anche europarlamentare di Avs), confermando integralmente la sentenza del Tribunale di Locri. Il merito della controversia civile è sempre lo stesso, ma gli effetti della decadenza adesso sono congelati in modo da evitare che, qualora la Cassazione dovesse accogliere il ricorso di Lucano, il “danno grave” diventi pure irreversibile.
“Sono contento – ha commentato Lucano – che la Corte d’Appello ha sospeso l’esecuzione della mia decadenza riconoscendo l’esistenza del danno grave e irreparabile subito non da me, in quanto sindaco, ma da Riace e dai suoi cittadini che nel 2024 mi hanno confermato la fiducia chiedendomi di guidare il Comune”. “Questa di oggi – ha aggiunto il sindaco – è l’ennesima occasione per sottolineare le enormi contraddizioni politiche che hanno caratterizzato tutta la mia vicenda giudiziaria. Sono consapevole che stiamo attraversando un periodo in cui quello che mi riguarda è poca cosa rispetto ai disastri che stanno accadendo in Italia, in Europa e nel mondo. Adesso aspettiamo fiduciosi la sentenza della Cassazione, ma con la consapevolezza che continuerò a lavorare sempre con la solita idea che anche da un piccolo Comune come Riace possono partire contributi per migliorare il mondo”.
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