Chirurgia cardiaca mini-invasiva: all’Aou Dulbecco di Catanzaro tecniche avanzate per curare il cuore
Nel corso di questi ultimi anni il trattamento delle patologie cardiache ha avuto una evoluzione in linea con lo sviluppo di nuove tecniche e tecnologie con lo scopo di fornire all’utente prestazioni sanitarie sempre più efficienti anche nei casi più critici e ad alto rischio di mortalità. Parallelamente si è anche modificata la figura del cardiochirurgo e quindi della formazione dei futuri specialistici che devono avere nel proprio bagaglio una corretta e ben più ampia preparazione rispetto al passato. L’UOC di Cardiochirurgia, diretta dal Prof. Pasquale Mastroroberto, fornisce prestazioni sia in elezione che in urgenza/emergenza h/24 utilizzando tecniche e materiali di ultima generazione quali nuove protesi valvolari cardiache anche senza l’utilizzo di suture, accessi chirurgici mini-invasivi,la mini-circolazione extracorporea.
“Nell’A.O.U. R.Dulbecco di Catanzaro – dichiara il Prof.Mastroroberto direttore della Cardiochirurgia del presidio di Germaneto e del Dipartimento Assistenziale Integrato Cardiovascolare e Terapia Intensiva -è attivo un programma dedicato al trattamento mini-invasivo delle malattie della valvola mitrale, della valvola aortica e delle arterie coronarie. Il programma è nato da un percorso di formazione e collaborazione con centri internazionali specializzati nella chirurgia cardiaca mini-invasiva ed è caratterizzato dall’uso di accessi per via mini-toracotomica, mini-sternotomica e trans-ascellare. Quest’ultima è una assoluta novità degli ultimi anni e permette una visione diretta anche senza la necessità di utilizzare uno schermo esterno. A differenza della chirurgia tradizionale, che generalmente richiede l’apertura completa dello sterno, la cardiochirurgia mini-invasiva utilizza incisioni molto più piccole. Questo approccio può ridurre il trauma dell’intervento, il dolore postoperatorio e i tempi di recupero. In molti casi può inoltre favorire una degenza più breve e un ritorno più rapido alle normali attività.
Tra gli strumenti volti a migliorare gli outcomes dei pazienti – continua Mastroroberto – rientrano anche sistemi avanzati e miniaturizzati di circolazione extracorporea, la macchina che durante l’intervento svolge temporaneamente il lavoro del cuore e dei polmoni. Queste tecnologie consentono di gestire la procedura in modo più mirato, sempre all’interno di un “lavoro di squadra” che coinvolge cardiochirurghi, anestesisti, perfusionisti, infermieri e altri professionisti sanitari.
Lo sviluppo della cardiochirurgia mini-invasiva – conclude Mastroroberto- rappresenta un importante investimento per la sanità calabrese offrendo ai pazienti del territorio un’assistenza altamente specializzata, riducendo la migrazione sanitaria verso altre regioni.
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