MFAT, il grasso che guarisce. Artrosi, sport e tumori nella nuova era della medicina rigenerativa
In occasione del Milan Longevity Summit, evento globale dedicato all’esplorazione della longevità e della medicina rigenerativa tenutosi a Milano a fine maggio, il Professor Carlo Tremolada, Direttore Scientifico di Image Regenerative Clinic e inventore della tecnologia Lipogems®, ha presentato i risultati dei suoi studi sul tessuto adiposo umano microframmentato (MFAT), la nuova frontiera della rigenerazione per articolazioni più sane e recupero più rapido.
Accanto alle applicazioni ortopediche (è già utilizzato con successo nel trattamento dell’artrosi e delle patologie muscoloscheletriche, anche legate all’attività sportiva), la ricerca apre scenari innovativi in ambito oncologico. L’MFAT si configura, infatti, come un «bioreattore naturale», capace di veicolare farmaci antitumorali direttamente nel sito della malattia.
Il Professor Tremolada ha partecipato alla sessione Regenerative Medicine: Translating Science into Care, insieme a ricercatori e clinici di alcuni tra i più importanti centri italiani: Università del Sannio, Centro Cardiologico Monzino, IRCCS Galeazzi, Columbus Clinic Center, CDI-Centro Diagnostico Italiano e IRCCS Auxologico, ha presentato i risultati degli studi sull’MFAT condotti in collaborazione con Augusto Pessina, Francesca Paino, Giulio Alessandri (Università di Milano) e Michela Bosetti (Università del Piemonte Orientale).
MFAT: dalla ricerca alla clinica
«Negli ultimi anni, i dati clinici hanno dimostrato come l’MFAT sia in grado di offrire benefici significativi nel trattamento dell’artrosi, una condizione particolarmente diffusa negli anziani ma anche tra sportivi ed ex atleti. Grazie alla sua capacità di modulare l’infiammazione e favorire i processi di rigenerazione tissutale, questo approccio rappresenta una valida alternativa alle terapie tradizionali più invasive», commenta il Professor Tremolada.
«Non solo: le vescicole extracellulari (EVs) derivate da MFAT giocano un ruolo chiave nel mantenimento dell’equilibrio tra osso e cartilagine, contribuendo a ridurre il riassorbimento osseo e a rallentare la degenerazione articolare tipica dell’osteoartrosi», aggiunge il Chirurgo.
L’utilizzo di MFAT consente infatti interventi mirati, minimamente invasivi e con un elevato profilo di sicurezza, favorendo il recupero funzionale e la ripresa dell’attività fisica, così importante a tutte le età e soprattutto, oggi, in ottica longevity, quando la sfida da vincere è quella di garantire benessere e qualità della vita anche in età più avanzata.
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