Umbria

Metrobus, completati i primi 7 km: ora la sfida è integrarlo nel sistema e offrire un’alternativa

«Fare previsioni a oggi è prematuro, dovremo confrontarci con le scadenze che il Ministero ci darà». Così la responsabile unica del progetto del Metrobus di Perugia, Margherita Ambrosi, dirigente del settore Mobilità del Comune, su quando si concluderanno i lavori che ormai sono entrati nella fase finale. Sette chilometri di infrastruttura completati, dodici fermate già realizzate e un nuovo terminal intermodale a Castel del Piano. Conclusa la parte più impattante dei cantieri, l’obiettivo dell’amministrazione comunale ora è l’integrazione dell’intero sistema del trasporto pubblico locale.

Il sopralluogo Nel pomeriggio di lunedì, il Comune ha organizzato un sopralluogo per la stampa lungo il tracciato dei primi 7 chilometri del Metrobus, durante il quale la sindaca Vittoria Ferdinandi, l’assessore alla Mobilità Pierluigi Vossi e i tecnici del progetto hanno illustrato lo stato di avanzamento dei lavori e le prossime tappe del cantiere. Sulla data di consegna del progetto, nessuno si sbilancia: bisogna aspettare cosa dirà il Ministero, spiegano Ambrosi e la sindaca, ma nel frattempo, i lavori vanno avanti «come se la consegna fosse domani» ha detto Ferdinandi. Vista la quantità di opere da realizzare e rifiniture e tenendo conto di tutti i passaggi burocratici e tecnici, tuttavia, se non ci saranno intoppi, è verosimile che il servizio possa entrare in funzione nel giro di un anno.

Il percorso Con il raggiungimento del traguardo previsto dal Pnrr, vengono intanto restituiti alla città circa 7 dei 12,5 chilometri complessivi del percorso. Il tratto completato comprende l’asse che da Castel del Piano attraversa via Luciani, via Strozzacapponi, strada delle Fratte, via Penna, via Soriano, l’area del Triangolo, viale San Sisto e via Donizetti, oltre ad alcuni segmenti di via Settevalli e via Martiri dei Lager. Nella zona di San Sisto, in particolare, la conclusione dei lavori era attesa con ansia, visti i numerosi disagi patiti da commercianti, residenti e automobilisti. Sono quindi pronte 12 fermate, 23 pensiline e 3,5 chilometri di corsie preferenziali. Le fermate, sono progettate come elementi permanenti della rete di mobilità urbana e saranno dotate di videosorveglianza, pannelli informativi digitali, illuminazione dedicata, percorsi tattili per l’accessibilità e sistemi per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Integrazione Il sopralluogo è partito dal nuovo deposito del Metrobus, dove è stata illustrata l’infrastruttura dedicata alla ricarica dei futuri autobus elettrici, per poi proseguire lungo alcune delle principali opere completate fino al nuovo terminal di Castel del Piano, concepito come nodo di interscambio tra autobus, automobili e biciclette. Ed è proprio l’integrazione tra le diverse modalità di trasporto rappresenta ora la prossima sfida dell’amministrazione comunale. «Con il progressivo completamento dell’opera – ha spiegato l’assessore Vossi – l’obiettivo dell’Amministrazione sarà quello di garantirne la piena integrazione con l’intero sistema della mobilità cittadina, attraverso efficaci interconnessioni tra il trasporto su gomma e quello su ferro. La sfida sarà costruire una rete sempre più coordinata e intermodale, capace di ottimizzare il servizio, migliorare l’accessibilità e offrire ai cittadini un sistema di trasporto pubblico più efficiente, funzionale e facilmente fruibile. Purtroppo, la nostra mobilità non si è sviluppata in parallelo con lo sviluppo residenziale e imprenditoriale che ha portato tutto fuori dall’acropoli». E a questo, l’Amministrazione intende porre rimedio.

Un’alternativa «Dopo il Metrobus di infrastrutture ne avremo molte – ha detto la sindaca Ferdinandi – la grande sfida è quella di evitare le sovrapposizioni, come quelle che già ci sono tra Minimetrò e bus, e costruire un’alternativa reale e praticabile di trasporto pubblico, per provare ad abbattere il tasso di motorizzazione più alto d’Europa, che sulla nostra città è il frutto di un sistema di trasporto pubblico che fino adesso non ha costituito una reale alternativa». Alternativa, che sarebbe molto desiderata: «Il Minimetrò è un’infrastruttura fondamentale – ha aggiunto Vossi – e l’allungamento degli orari nei fine settimana ha fatto sì che ci fosse domanda anche durante i giorni feriali. Per i bus notturni abbiamo numeri incoraggianti. Molti ragazzi non utilizzano l’auto, molti studenti vivono fuori dall’acropoli, ma lo prendono anche molti lavoratori». Un progetto ambizioso, per il quale però ci vorrà del tempo, ha concluso l’assessore.

I cantieri I lavori del Metrobus proseguono ora nei tratti considerati più complessi dell’intero progetto: via Settevalli, via Chiusi, l’area dell’ospedale Santa Maria della Misericordia e il terminal di Fontivegge. Proprio in quest’ultimo cantiere il cronoprogramma ha subito un rallentamento dopo il rinvenimento, durante gli scavi, di un muro risalente al Novecento, che ha reso necessarie le verifiche della Soprintendenza prima della ripresa delle lavorazioni.

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