Abruzzo

Messa in sicurezza da 300mila euro per il terminal bus extraurbano, a febbraio pronto quello urbano di Tua


Entro dicembre, questo l’obiettivo, la messa in sicurezza del terminal bus extraurbano ed entro febbraio la fine dei lavori del terminal bus urbano che sta realizzando Tua. I due annunci sono arrivati rispettivamente dal sindaco Carlo Masci e dal direttore generale di Tua, Maxmilian Di Pasquale, durante il consiglio comunale straordinario chiesto dalle opposizioni proprio per parlare dei problemi del terminal extraurbano, teatro il 4 ottobre della tragica morte di Maria Ferrandino, la 71enne deceduta dopo essere stata investita da un mezzo in fase di manovra. 

Per quanto riguarda l’intervento che sarà realizzato nel terminal bus extraurbano, ha spiegato il sindaco, saranno investiti circa 300mila euro per il rifacimento della pavimentazione, con interventi mirati anche nelle aree del sottofondo dove il degrado è maggiore; la realizzazione di 14 banchine rialzate di 15 centimetri rispetto al piano stradale, destinate agli autobus da 12 metri, dove i passeggeri potranno sostare e salire e scendere dai mezzi più agevolmente; e di 2 stalli dedicati agli autosnodati da 18 metri, per un totale di 16 stalli, ognuno dei quali dotato di un percorso pedonale protetto per raggiungere in sicurezza il centro città e la stazione ferroviaria. Prevista anche una nuova segnaletica orizzontale e verticale, che definirà gli spazi riservati ai mezzi e quelli riservati ai pedoni, e, infine, un sistema di controllo degli ingressi per regolare i flussi ed evitare l’accesso dei mezzi non autorizzati, che sarà realizzato all’altezza della rotatoria di via Michelangelo. 

Le banchine, ha specificato, saranno realizzate nell’ambito dell’accordo quadro per il rifacimento dei marciapiedi, affidando quindi i lavori a un operatore già contrattualizzato, senza la necessità di indire una nuova gara. 

Un annuncio arrivato in apertura di un consiglio comunale chiusosi con la bocciatura degli ordini del giorno presentati dalle opposizioni (Pd e gruppo Pettinari sindaco) e animato da un acceso dibattito, all’insegna soprattutto delle critiche, arrivate sia dagli interventi degli ospiti che hanno partecipato al dibattito aperto sia dai banchi della minoranza. 

Sebbene il sindaco abbia ribadito che l’intervento di messa in sicurezza, atti alla mano, fosse stato previsto prima del drammatico fatto accaduto, per tutti resta il fatto che si tratta comunque di interventi tardivi, perché i problemi del terminal vengono denunciati da anni, con l’aggravante che quelli previsti non sarebbero sufficienti a dare le risposte richieste per garantire la sicurezza di utenti e autisti. Dubbi sono stati espressi anche sui tempi annunciati dal sindaco per la loro realizzazione. 

Per i sindacati sono intervenuti Alessandra Di Simone, segretaria generale della Cgil Pescara, e Alex Orlandi, segretario regionale di Orsa Trasporti, che sono tornati a denunciare i problemi del terminal. La prima ha definito quelli previsti “interventi che non possono essere considerati un punto di arrivo”, sottolineando che mancano ancora pensiline, servizi igienici e un punto ristoro. Ha inoltre chiesto chiarimenti sul futuro di quello spazio e sulla sua possibile delocalizzazione. Il secondo si è invece appellato al Comune e alla società affinché le denunce di chi lavora in strada, gli autisti, vengano recepite per tempo, ricordando che già nel 2018 una ragazza era rimasta ferita da un autobus in manovra. Da qui l’impegno, ottenuto, a istituire un tavolo di confronto permanente con Tua e amministrazione. 

La presidente Simona Barba (Radici in Comune) ha quindi lamentato le modalità di lavoro dell’amministrazione che continua, ha denunciato, a operare in emergenza e mai sulla base di un’attenta programmazione. Barba ha chiesto l’istituzione di un’Agenzia della mobilità e un ripensamento totale terminal, che per lei andrebbe delocalizzato, pensando il trasporto pubblico come una rete e quindi il terminal non come una semplice infrastruttura. Richieste di ripensamento complessivo del Tpl e di quello spazio sono arrivate anche dagli altri intervenuti al dibattito aperto: per tutti il terminal andrebbe concepito non come capolinea di tutti i mezzi, ma come area di scambio in cui gli stessi non dovrebbero sostare dato che questo non solo crea problemi sulla sicurezza, ma rallenta gli spostamenti e crea un aumento ddel traffico. 

Tutti suggerimenti che potrebbero finire sul tavolo di confronto che ci si è impegnati a istituire con Di Pasquale che ha per rilevato come, a suo parere, i miglioramenti sul fronte del tpl ci siano stati a Pescara rimarcando il fatto che di certo, meglio si può sempre fare. Al centro del suo intervento c’è stata in particolare La Verde, la prova per il generale, di qual è la strada imboccata dalla società n accordo con l’amministrazione per ripensare il sistema tpl. “La filovia ha spostato sulla corsia protetta circa 350mila chilometri che prima venivano percorsi con mezzi a gasolio altamente inquinanti e in sede promiscua” e lo ha fatto “con mezzi totalmente elettrici che hanno ridotto notevolmente le emissioni e anche il numero degli autobus che circolano”, ha aggiunto ribadendo che la volontà è di allungarne il percorso così come ribadito più volte dalla stessa amministrazione. Solo con il tratto realizzato, ha rilevato definendo quel primo passo un tassello del futuro trasporto della Nuova Pescara che ha unito già Montesilvano e Pescara, in un anno su La Verde sono saliti  2 milioni e 200mila passeggeri. L’idea sarebbe quindi proprio quella di proseguire nel percorso di realizzazione un sistema intermodale fatto di aree di scambio e interventi utili a diminuire sempre più l’uso del mezzo privato. 

Una intermodalità che però, ad oggi, hanno lamentato dai banchi di minoranza, ad oggi non sarebbe realtà dato che molte zone di Pescara, è stato rilevato, sarebbero scollegate con il caso dei Colli il più emblematico in questo senso. Nei loro intervento i consiglieri comunali di Pd e gruppo Pettinari sindaco, hanno ricordato come da anni si lamenti l’insicurezza del terminal bus, tornando quindi sul focus del dibattito. 

Ben dieci i punti dell’ordine del giorno del gruppo Pettinari con Giampietro (Pd) che ha sottolineato come si chiedessero interventi non previsti dal progetto presentato dal sindaco che sarebbe dunque carente per le opposizioni. A replicare è stato il consigliere Luigi Albore Mascia (Forza Italia), che quegli odg li ha definiti anacronistici per una mera questione temporale dato che, da quando il consiglio straordiario è stato chiesto a quando è stato convocato, ha spiegato, l’iter per avviarla la messa in sicurezza del terminal è stata avviata come il progetto illustrato dal sindaco dimostra. 

Per le opposizioni però non è così: si interviene, sì, ma tardi e in modo non sufficiente con l’aggravante, ha denunciato Giampietro, che ad oggi non ci sarebbe alcuna delibera di giunta per dar seguito ai lavori annunciati e questo farebbe temere anche sulle tempistiche.Proprio per l’assenza del documento, a suo parere, gli indirizzi proposti dalle opposizioni li si sarebbe dovuti accogliere. 

Il sindaco, da parte sua, ha rivendicato che, dopo trent’anni in cui nessuno avrebbe mai realizzato un intervento di riqualificazione rilevante in quel terminal, ora la sua giunta lo porterà avanti. 

Insomma, nessun punto di incontro su sicurezza e trasporto pubblico: temi che di certo, anche nell’ambito del progetto di riqualificazione dell’area di risulta in corso, continueranno ad animare il dibattito politico. L’auspicio non può essere che ora i lavori annunciati partano e che almeno delle prime risposte sul piano della sicurezza di un’area altamente frequentata come è quella del termianl bus, arrivino nei tempi previsti. 


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »