«Mesi di segnalazioni, Comune inerme»

ANCONA Cinghiali dentro, alunni fuori. È l’assurda storia dell’asilo Gramsci di via Brodolini, chiuso da oggi (e fino a data da destinarsi) dopo i ripetuti avvistamenti di ungulati anche in orari diurni.
La circolare
La circolare della professoressa Rosa Marincola, preside dell’Istituto Comprensivo Posatora Piano Archi, parla inequivocabilmente. «A causa dei ripetuti avvistamenti in pieno giorno di cinghiali con prole nel cortile scolastico – scrive la dirigente – si decreta l’interdizione immediata e fino alla rimozione di ogni possibile pericolo dell’edificio Gramsci Centrale (sezioni A, B e C) di via Brodolini».
L’appello, tra le righe, è rivolto al Comune. Per capirlo, però, bisogna aggiungere un altro tassello, lo sfogo dei genitori dei bimbi che frequentano il plesso raccolto dal presidente del Consiglio d’Istituto Guido Vettorel: «Riteniamo inaccettabile – attacca -l’assenza di interventi dopo mesi di segnalazioni da parte della scuola dell’intrusione di animali selvatici». Mostra le foto del giardino.
«Da mesi la scuola segnala al Comune e ai carabinieri forestali l’assenza della rete di recinzione in alcuni tratti vicino al canneto che costeggia il piccolo corso d’acqua adiacente alla scuola. Sono presenti i pali della recinzione ma manca completamente la rete protettiva, creando un facile accesso per gli animali» racconta Vettorel. La situazione è aggravata dal fatto che al piano seminterrato della scuola di via Brodolini c’è il centro cottura comunale che rifornisce anche altre mense della città, e che ha un’ampia corte di secchi della spazzatura per i resti di cibo da gettare. Musica per le orecchie paffute dei cinghiali.
Gli appelli
La stessa preside, nella circolare, sottolinea «le numerose segnalazioni e richieste d’intervento all’Ente proprietario» della scuola, quindi al Comune.
A spingere Marincola verso la draconiana soluzione di chiudere gran parte del plesso, però, è stato probabilmente l’ultimo avvistamento in ordine temporale. Lo racconta lo stesso Vettorel: «Alle 14 di oggi (ieri per chi legge, ndr), ad attendere i bambini fuori da scuola non c’erano i genitori ma i cinghiali a scorrazzare in libertà». L’ultimo di una lunga serie di incontri ravvicinati, «la terza volta in questa settimana che sono stati avvistati».
Già da qualche giorno, invece, le precauzioni anti-cinghiali avevano interessato le scuole elementari Frank, attigue all’asilo Gramsci. Riferisce il presidente del Consiglio d’Istituto: «Da alcuni giorni, la circostanza ha già spinto la scuola, in via precauzionale, a non consentire l’utilizzo degli spazi esterni da parte degli alunni proprio nei giorni in cui il clima consentirebbe di svolgere attività all’aperto». Di fatto, i bimbi «sono imprigionati nella scuola», in classe. Sia la preside che i genitori ora chiedono un interessamento vero da parte di Palazzo del Popolo. Chiarisce Vettorel: «I genitori si aspettano adesso immediate risposte, a partire dalla riapertura della scuola Gramsci, dalla pulizia del canneto e dal ripristino completo della rete di recinzione nelle zone dove manca».
Che poi è la stessa condizione posta dalla dirigente per riaprire le sezioni sigillate per l’allerta cinghiali. L’assenza di un termine per il ritorno in classe pone il Comune di fonte ad un ultimatum. Ma nel frattempo, conclude Vettorel, i bimbi restano a casa, senza preavviso, e i genitori dovranno organizzarsi, costretti a scegliere tra figli e lavoro».




