Società

Maraini: “Non è possibile che gli insegnanti siano pagati meno di uno spazzino”

Nel corso dell’intervista per Orizzonte Scuola, la scrittrice Dacia Maraini ha sollevato una questione che da decenni accompagna il dibattito sulla scuola pubblica.

Secondo l’autrice, la retribuzione degli insegnanti sarebbe inadeguata rispetto all’importanza della funzione che svolgono. “non è possibile che gli insegnanti siano pagati meno di uno spazzino“, ha dichiarato, sottolineando come questa disparità segnali una più profonda mancanza di considerazione per il ruolo educativo.

Maraini ha parlato di un processo di “desacralizzazione” della scuola, che riguarderebbe sia il piano culturale sia quello economico, perché le due dimensioni, a suo avviso, sarebbero tra loro collegate.

La scrittrice ha collegato questa situazione alla scarsa fiducia riposta nel futuro del Paese. “quando non si crede al futuro del paese, la scuola diventa così un posteggio, diventa un luogo che non ha sacralità“, ha affermato.

Al centro del ragionamento vi è la convinzione che la scuola rappresenti il luogo dove si costruisce il domani di una nazione e che, pertanto, il riconoscimento economico e simbolico dei docenti dovrebbe essere commisurato a questa responsabilità.

I numeri degli stipendi nella scuola statale

I dati disponibili offrono un quadro della situazione retributiva del personale docente. Secondo le tabelle del Ministero dell’Istruzione e del Merito, lo stipendio iniziale di un insegnante di scuola secondaria si aggira attorno ai 1.400 euro netti mensili, per salire gradualmente con l’anzianità fino a superare i 2.000 euro dopo molti anni di servizio.

Tali cifre collocano i docenti italiani in una posizione intermedia nel confronto europeo: inferiori ai colleghi tedeschi o svizzeri, ma superiori a quelli di alcuni Paesi dell’Est Europa.

Il confronto con altre professioni pubbliche, come quella degli agenti di polizia locale o degli assistenti amministrativi, mostra differenze contenute, mentre il paragone con il settore privato risente della variabilità dei contratti collettivi.

I sindacati del comparto scuola denunciano da tempo un divario tra la retribuzione effettiva e il costo della vita, soprattutto nelle grandi città. Le rivendicazioni economiche si concentrano sulla necessità di adeguare gli stipendi all’inflazione e di riconoscere maggiormente la complessità del lavoro in classe, che richiede competenze relazionali, gestione di classi sempre più eterogenee e un aggiornamento professionale continuo.

Le organizzazioni sindacali, come è noto, hanno più volte sollevato il tema in sede di contrattazione nazionale, senza però ottenere incrementi significativi negli ultimi anni.

Il valore sociale del docente tra retorica e realtà

La questione retributiva si intreccia con il riconoscimento sociale della professione. In Italia, il ruolo dell’insegnante ha subito nel tempo una trasformazione: da figura autorevole e rispettata a professione spesso sottovalutata e bersaglio di critiche.

I sondaggi di opinione mostrano che i cittadini attribuiscono ancora importanza alla scuola, ma faticano a tradurre questo riconoscimento in un apprezzamento concreto per il lavoro quotidiano dei docenti. La retribuzione, in questo senso, rappresenta un indicatore tangibile di quanto una società valuti realmente l’educazione delle nuove generazioni.

Maraini, poi, ha invitato a restituire alla scuola il “prestigio” e l’”importanza centrale nella vita del paese”, auspicando un intervento che agisca su entrambi i fronti: culturale ed economico. L’ipotesi di una separazione tra la gestione amministrativa e quella pedagogica dell’istituto, avanzata dalla scrittrice, suggerirebbe una riorganizzazione che valorizzi maggiormente la dimensione formativa rispetto a quella burocratica.

Resta aperta la domanda su quali strumenti concreti le istituzioni possano mettere in campo per rendere più attrattiva la professione docente e per trattenerla, in un momento storico in cui molti giovani insegnanti lasciano il ruolo dopo pochi anni o scelgono di non entrare nel sistema scolastico.


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