Mini call veloce, qual è il punteggio minimo per avere qualche speranza di avere un incarico? Pillole di Question Time

La procedura straordinaria della mini call veloce, attiva fino alle 12:00 del 19 agosto per l’assegnazione di 3.931 posti di sostegno al Nord, tiene con il fiato sospeso migliaia di docenti specializzati.
Tra i dubbi più ricorrenti emersi durante Question Time, trasmissione di consulenza in onda sui canali social di Orizzonte Scuola, una domanda sembra accomunare molti aspiranti: “Qual è il punteggio minimo per avere qualche speranza di ottenere un incarico?”. A rispondere è stata Chiara Cozzetto, rappresentante della segreteria nazionale di Anief, ospite in collegamento.
“Una graduatoria ex novo”, il meccanismo che azzera le certezze
La risposta di Cozzetto è stata chiara e, per certi versi, sorprendente per chi è abituato a fare i conti con i punteggi delle proprie GPS. “Per me è impossibile indicare un punteggio minimo”, ha esordito la sindacalista, smontando l’idea che esista una soglia di sicurezza.
Il motivo è legato al meccanismo stesso della procedura. Come spiegato da Cozzetto, chi partecipa alla mini call non concorre più all’interno della propria graduatoria provinciale di appartenenza. “Nel momento in cui partecipo alla mini call, io mi metto in gioco con il mio punteggio, che va a essere confrontato stilando una graduatoria ex novo per quella provincia, con tutti i partecipanti che sono arrivati da tutta Italia”, ha chiarito.
Nord e Sud, un’arma a doppio taglio
La sindacalista ha evidenziato come le dinamiche territoriali giochino un ruolo fondamentale, rendendo ogni provincia un caso a sé. Mentre al Sud i punteggi sono spesso saturi e molto alti (con docenti che vantano decenni di servizio), al Centro-Nord, storicamente caratterizzato da un turnover più elevato, le medie sono più basse.
Tale disparità, unita alla mobilità nazionale, crea un quadro in cui la variabilità è la sola costante. “Ci sono province in cui si è primi in graduatoria con 150 punti e province in cui con 150 punti si è due o tre centesimi”, ha spiegato Cozzetto, sottolineando come l’affluenza dei candidati provenienti da altre regioni possa stravolgere le gerarchie.
L’eccezione che conferma la regola
La conclusione di Cozzetto lascia spazio a un barlume di speranza anche per chi ha punteggi bassi. Poiché la graduatoria viene riformulata da zero per ogni singola provincia in base ai soli partecipanti alla mini call, “teoricamente si potrebbe entrare in ruolo anche con il solo punteggio di abilitazione”, ha dichiarato.
Ciò avverrebbe, ha precisato, “se in quella provincia partecipano in pochi e ci sono molti più posti disponibili”. Una circostanza limite, certo, ma che dimostra come, in questa procedura, la logica del “tanto vale provare” possa talvolta rivelarsi vincente, a patto di essere consapevoli delle pesanti conseguenze in caso di accettazione della nomina.
32:49 – Qual è il punteggio minimo per avere qualche speranza di avere un incarico?
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