Manca il broncoscopio, bimbo crotonese di 3 anni rischia la vita
Prima la storia della piccola Ginevra di Mesoraca che colpita dal Covid 19 qualche anno fa morì in 48 ore all’ospedale “Bambino Gesù” di Roma per mancanza in Calabria della terapia intensiva pediatrica. Adesso il caso del bimbo di 3 anni di Crotone che ha dovuto essere accompagnato a Napoli per essere sottoposto a una broncoscopia pediatrica. L’ennesimo episodio che fotografa lo stato della sanità calabrese è finito sotto la lente di Elisabetta Barbuto ed Elisa Scutellà, ambedue consigliere regionali del M5S. Le quali annunciano un’interrogazione in Consiglio regionale per fare luce su quanto verificatosi al bimbo di 3 anni, che è indicativo del «fallimento della sanità calabrese».
A Crotone qualche giorno fa, Ramona Crocco – come la donna ha spiegato in una lettera – aveva portato suo figlio all’ospedale “San Giovanni di Dio” dopo che il piccolo aveva ingerito un’arachide che ne aveva reso difficoltosa la respirazione. Solo che a Crotone come nel resto della Calabria nessun presidio ospedaliero è stato in grado di effettuare una broncoscopia al bimbo. Pure le strutture di Catanzaro (per assenza della strumentazione) e Cosenza (l’apparecchiatura non era funzionante) non sono state in grado di intervenire. Da qui la corsa verso il “Santobono” di Napoli. E qui, dopo ore di apprensione, il piccolo è stato sottoposto alla broncoscopia e alle cure del caso.
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