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Malagò e il rischio ineleggibilità, il Collegio di garanzia non decide: “Non siamo competenti” – Calcio

Il caso continua. La domanda che tiene in sospeso il futuro della Federcalcio non ha ancora una risposta: Giovanni Malagò può diventare il prossimo presidente della Figc? Il Collegio di garanzia presso il Coni ha scelto di non pronunciarsi.

Malagò e il caso pantouflage

La questione è complessa. Malagò è favoritissimo nella corsa alla presidenza della Federcalcio sullo sfidante Abete: lo ha lanciato la Lega serie A e lo sostengono allenatori e calciatori, ma anche la serie B. In pratica, è convinto di avere in tasca i voti per spuntarla. Da settimane però un’ombra si è allungata sulla sua candidatura: la norma contro il pantouflage, inserita della legge Severino. In pratica, prevede il divieto per un dipendente pubblico che ha esercitato attività di controllo per conto delle pubbliche amministrazioni su un soggetto privato, di svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, attività lavorativa o professionale presso quel soggetto. E Malagò è stato fino a un anno fa presidente del Coni, un ruolo che potrebbe essere interpretato come di controllo sulla Figc.

Il Collegio di Garanzia: “Su Malagò non ci pronunciamo”

Il ministro per lo Sport Abodi, che di Malagò è nemico giurato, ha chiesto un parere preliminare sulla candidabilità dell’ex presidente Coni sia all’Anac, sia al Collegio di garanzia: “Vorrei che chiunque sia eletto lo sia in piena legittimità. Non ci siano situazioni equivocabili”. Il Collegio di garanzia però non ha offerto sponde né in un senso né nell’altro. nei fatti, si è detto incompetente a un giudizio preliminare, considerato che potrebbe essere chiamato a pronunciarsi in caso di ricorsi: “Parrebbe esorbitare dalla competenza del Collegio una pronuncia avente ad oggetto tale verifica preliminare, anche sulla base della considerazione che il Collegio stesso potrebbe essere chiamato a pronunciarsi in ultimo grado sui provvedimenti di ammissione e/o diniego delle candidature in caso di impugnazione”.


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